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    Rivoluzione 5G

    L’aspetto che mi preme sottolineare con riferimento alla natura di tecnologia abilitante del 5G, proprio in relazione alle sue caratteristiche, riguarda le potenzialità di trasformazione e potenzialmente, di miglioramento delle nostre vite che questa tecnologia possiede.

    Si è portati a ritenere, anche in considerazione del suo nome, 5G, ossia comunicazioni di telefonia mobile di quinta generazione, che si tratti semplicemente di una nuova generazione di telefonia mobile che magari assicuri più velocità alle comunicazioni, ma in sostanziale continuità con il 4G.

    In realtà le cose non stanno in questi termini.

    Il 5G invece avrà un impatto molto grande nella nostra vita, in modi che in parte già possiamo intuire, anche alla luce delle sperimentazioni effettuate, che sono state descritte nel corso dell’indagine conoscitiva, ma che in parte si realizzeranno nel corso del tempo magari in settori che non abbiamo ancora nemmeno immaginato.

    Tra le esperienze di sperimentazione descritte di maggiore interesse vi è sicuramente la possibilità di svolgere interventi medici a distanza in situazioni d’emergenza. Attraverso la bassa latenza, con la realizzazione di mezzi di soccorso attrezzati si potrà intervenire in tempo reale in situazioni nelle quali interventi di carattere specialistico non sarebbero possibili con tempistiche congrue.  Un altro aspetto concerne la vigilanza in tempo reale sulle infrastrutture. Attraverso la sensoristica e la connessione in rete potrà essere economicamente agevole avere una conoscenza in tempo reale della situazione strutturale delle infrastrutture e degli immobili intervenendo tempestivamente per porre rimedio ad eventuali situazioni di rischio. L’esempio forse più interessante, sperimentato a L’Aquila, concerne la possibilità di acquisire alert dell’inizio di una scossa tellurica in anticipo rispetto alla percezione umana della medesima consentendo alle persone quel margine temporale che potrebbe assicurare loro di mettersi in una condizione di sicurezza. Si tratta di sperimentazioni che chiaramente verranno implementate nel tempo ma già il fatto che siano state condotte con risultati soddisfacenti lascia ritenere che si tratta di possibilità e non di frontiere lontane.

    Tuttavia il 5G potrà consentire anche un più intenso scambio di informazioni tra i dispositivi elettronici collegati in rete. Il famoso “Internet delle cose” che già adesso conosciamo nelle nostre vite, avrà uno sviluppo notevolissimo nei prossimi anni e il numero di dispositivi interconnessi, e il numero di dati che tali dispositivi si scambieranno, sarà di diversi ordini di grandezza superiore a quello prodotto e scambiato da noi esseri umani. Un effetto immediato è la possibilità di evitare la congestione delle reti in situazioni critiche. Basta pensare che il numero di dispositivi che potrà essere raggiunto immediatamente e senza rischi potrà crescere fino a circa un milione di connessioni per chilometro quadrato (con la rete 4G si riescono a connettere 10-15.000 sensori per chilometro quadrato). Immaginiamo l’impatto che questo potrà avere ad esempio nel caso di situazioni critiche che si verificano in luoghi con forti concentrazioni di persone (e quindi di dispositivi) come uno stadio, un raduno religioso, un concerto. Ma senza dover arrivare all’esempio dell’emergenza si possono immaginare gli effetti real time che la nuova tecnologia potrà assicurare in termini di realtà aumentata, di effetti immersivi, di esperienze che combinano il virtuale e il reale in forma collettiva.

    Tutto ciò potrà generare nuove opportunità di lavoro creativo, e potrà migliorare la nostra vita. Anche le attività lavorative tradizionali potranno trarre beneficio dalle nuove connessioni a bassa latenza: l’utilizzo di macchine interconnesse potrebbe consentire di svolgere da remoto e con un livello qualitativo assolutamente analogo a quello attuale, operazioni pericolose o usuranti oggi riservate agli esseri umani che, purtroppo, cagionano nel mondo molte vittime sul lavoro.

    Naturalmente, come anticipato, per tutto quanto sopra descritto il 5G è condizione necessaria ma non sufficiente essendo invece importante la creazione di un ecosistema tecnologico che lo combini con gli altri fattori che si sono sviluppati in questi anni e che con la loro progressiva integrazione cambieranno radicalmente la nostra società, il nostro lavoro, la nostra economia.

    Il 5G infatti è strettamente connesso alla costruzione di un’infrastruttura in fibra ottica, senza la quale non può dispiegare il proprio potenziale, e allo stesso tempo costituisce fattore abilitante per l’utilizzo in mobilità delle potenzialità offerte ad esempio dall’intelligenza artificiale.

    Nel nostro settore dei trasporti la combinazione di queste tecnologie sarà alla base dall’integrazione tra infrastrutture e veicoli con il progressivo rafforzamento delle forme di guida automatizzata e finanche autonoma. Proprio nell’allegato al DEF #italiaveloce, attualmente all’esame della nostra Commissione, si dà conto di un possibile scenario di diffusione di queste tecnologie. Il Documento preconizza che, in considerazione dei costi di investimento -in una prima fase probabilmente troppo elevati per l’uso privato di questi veicoli- sarà probabilmente la mobilità collettiva (sia il trasporto pubblico che lo sharing privato) a fare da apripista a questa trasformazione.

    Un’ultima cosa che mi preme sottolineare e che è emersa con chiarezza dalle audizioni che abbiamo svolto è la necessità del nostro Paese di fare sistema. A differenza delle precedenti generazioni di telefonia mobile, il 5G richiede un’integrazione di moltissimi livelli (imprese telefoniche, soggetti industriali, centri di ricerca, enti pubblici, imprese private di servizi, soggetti creativi, ecc,) in una combinazione potenzialmente infinita. Ciò si è già verificato nella fase sperimentale ma deve diventare il nuovo paradigma delle nostre scelte industriali e di sviluppo economico. Agire in una logica di sistema non è infatti solo una scelta possibile, è un processo necessario senza il quale non si riuscirà a conseguire pienamente i benefici della trasformazione in atto.

    Come tutte le grandi trasformazioni non mancano i rischi per la sicurezza, per la privacy, per un uso malevolo delle occasioni offerte dalle tecnologie. Ma contenere i rischi e cogliere le opportunità che si aprono, che  sono tante e molto stimolanti, sarà compito dell’Italia.

    Sarà essenziale che il nostro Paese si faccia trovare pronto a coglierle e a trarre valore aggiunto da queste possibilità evitando di essere un mero “importatore-consumatore” di tecnologie.