• gariglio_podio_pd_006_02

    Perché resto nel PD

    Quella di oggi é per me una giornata molto triste. Ho assistito all’uscita dal mio partito, il PD, di Matteo RENZI e di tanti altri amici, con cui ho lavorato fianco a fianco negli ultimi sette anni. Non condivido le ragioni della loro uscita, anzi: non le comprendo proprio.
    Nel 2012, quando perdemmo le primarie per la premiership del centrosinistra contro Bersani, Matteo – a tutti coloro che lo invitavano ad uscire dal PD e a fare una cosa sua – rispondeva sempre dicendo che in Italia non serviva un altro piccolo partito; “per cambiare l’Italia occorre” – spiegava – “avere un grande partito, con una grande forza”.
    Ecco perché oggi non capisco questa scelta.
    É vero che il risultato del referendum costituzionale é stato uno spartiacque per la politica italiana, ma non credo che il clima di ritorno al sistema elettorale proporzionale possa giustificare la divisione di un grande partito come il PD.
    Riconosco a Renzi di aver saputo rivoluzionare la politica italiana e di aver cambiato profondamente il PD. Con Renzi alla guida del Governo sono stati raggiunti grandi risultati, sia sul piano macroeconomico sia sui diritti individuali; sono state approvate leggi attese da decenni, si é dato una nuova immagine al centrosinistra.
    Sono stati fatti certo anche errori e, soprattutto, si é perso un referendum che avrebbe mutato radicalmente l’assetto istituzionale del nostro Paese, migliorandolo.
    Sono orgoglioso di aver partecipato a questa storia, di esserne – nel mio piccolo – compartecipe dei successi e anche dei fallimenti.
    Il mio impegno continua, con gli stessi valori e con le stesse idee, ma continua in quello che é il mio partito, il partito di cui sono stato per quattro anni segretario regionale del Piemonte, il partito che mi ha candidato in Consiglio regionale ed in Parlamento.
    Di questo partito conosco i tanti difetti, ma me ne sento parte, nel bene e nel male.
    E soprattutto mi sento legato a coloro con cui ho collaborato in questi anni, dai militanti che fanno anche i lavori più umili pur di essere utili alla causa, ai tanti sindaci e amministratori locali, che generosamente tengono vive le loro comunità.
    Agli amici che ci lasciano auguro, con dispiacere ma senza rancore, di poter costruire insieme a noi, che continuiamo a credere nel PD, un futuro migliore per i nostri figli e per la nostra comunità.