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    Fondi Piemonte: fiducia nei magistrati

    Stamane il Giudice per le indagini preliminari (GIP) ha depositato un’ordinanza con cui dispone l’archiviazione per sei consiglieri regionali del gruppo PD della scorsa legislatura e chiede l’imputazione per me e per tre altri consiglieri (RESCHIGNA, LEPRI e MOTTA). I pubblici ministeri (PM), al termine di un anno di approfondite indagini condotte dalla Guardia di Finanza, avevano invece chiesto l’archiviazione per tutti noi.

    Ora la decisione passa nelle mani di un nuovo giudice, che dovrà decidere se rinviarci a giudizio, come ha richiesto il GIP, o archiviare le nostre posizioni, come hanno chiesto i PM.

    Come politico e come segretario del Partito Democratico ho sempre rispettato il lavoro dei magistrati; lo rispetto anche ora e pertanto mi asterrò da qualsiasi commento sulle decisioni che ci riguardano.

    A me personalmente vengono contestate spese di ristorazione – legate tutte a incontri di lavoro – per complessivi 8.306 € e spese per modesti regali di rappresentanza per 950 €, in un periodo di tempo che abbraccia i primi due anni della legislatura. Poiché a proposito di questa indagine si è parlato spesso di spese pazze, ci tengo a dire che al sottoscritto e a tutti gli altri consiglieri del PD non viene contestata alcuna spesa di acquisto di oggetti per uso personale o di proprio arricchimento.

    Io, come gli altri colleghi, abbiamo effettuato queste spese nella piena convinzione, che ho tuttora, che esse fossero legittime e legate al mio mandato di amministratore regionale.

    Nel nostro ordinamento è previsto che sia un terzo, il giudice, a verificare la corrispondenza dei comportamenti di chi governa alle norme di legge: attenderò, in pace con la mia coscienza, che questo avvenga.