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    La ferrovia canavesana viaggia ormai “fuori dal tempo”

    L’appello lanciato ancora una volta dai pendolari della linea ferroviaria SFM1, cosiddetta “Canavesana”, che ogni giorno si trovano ad affrontare ritardi e disservizi nel loro viaggio da Rivarolo a Torino e ritorno non può cadere nel vuoto. Da troppo tempo il territorio del Canavese attende una soluzione definitiva al problema del trasporto pubblico locale su ferro. Non è più il momento di inutili individualismi, ma occorre che GTT con tutte le istituzioni coinvolte, ognuna per la propria parte, e i rappresentanti politici, di qualsiasi schieramento essi siano, sentano propria la responsabilità e si pongano l’obiettivo comune di risollevare le sorti di questo territorio. Sono a conoscenza della azioni messe in campo dal precedente Governo nazionale e dalla Regione Piemonte, di cui sono stato amministratore fino a pochi mesi fa:

    – 12 milioni di euro per l’installazione sugli attuali convogli del sistema SCMT e la manutenzione

    straordinaria dei passaggi a livello – 6 milioni di euro per l’acquisto di due nuovi treni – 6 milioni di euro per l’elettrificazione della linea. Mi è noto che una delle cause dei vari ritardi è da ricercarsi nella stretta alle norme per la tutela della sicurezza del trasporto ferroviario a cui si è giunti anche in seguito al terribile incidente ferroviario di Bari verificatosi nel 2016. Non mi sfugge, inoltre, che l’adeguamento a tali norme richieda tempistiche considerevoli, considerata la natura degli interventi da eseguire. Ciò non toglie che esista la necessità di monitorare il percorso che deve portare alla normale operatività della linea, cercando di accelerare il più possibile le procedure. Ai pendolari che ogni giorno subiscono disagi non possiamo vendere annunci o promesse; occorre risolvere il problema. Non credo nemmeno che nessun parlamentare da solo possa ottenere alcunchè a Roma. Le questioni finanziarie, tecniche e giuridiche da affrontare per risolvere questo problema sono molteplici e complesse. Lo so bene, essendo stato amministratore delegato della SATTI e poi di GTT fino al 2005. Oggi, da membro della Commissione trasporti della Camera, sto affrontando i nodi del finanziamento degli interventi su tutte le ferrovie del Paese. So quanto c’è da fare. Credo che sarebbe utile se il Comitato dei pendolari, insieme ai sindaci del territorio che negli anni si sono battuti molto sulla ferrovia, convocassero GTT, la Regione e tutti i parlamentari eletti in provincia, per confrontarsi e definire un crono-programma credibile delle azioni da mettere in campo, per arrivare ad una soluzione definitiva dell’annoso problema. Mi rendo disponibile fin da subito a far parte di una auspicabile “lobby canavesana” dei parlamentari di ogni schieramento, che possa portare a Roma con unica voce l’allarme lanciato da un intero territorio.