• trasparenza

    Il dossier dell’Ue è dell’amministratore delegato della società di Ponte

    Silvia Maffii, l’autrice dello studio dell’Unione europea che promuove la Tav, non è come affermano il ministero delle Infrastrutture e lo stesso Ponti una semplice consulente della Trt Trasporti e Territorio, ma l’amministratrice delegata e socia di maggioranza della società presieduta dal capo dell’indagine costi-benefici voluta dal governo italiano. Ma non finisce qui: tra gli esperti che hanno redatto lo studio Ue troviamo anche un membro del Cda e socio di maggioranza della Trt Trasporti: Angelo Martino. Veniamo quindi a sapere che i 4 soci di maggioranza (detengono infatti ciascuno il 18,4 per cento delle quote) e dirigenti di primo piano di una stessa società di consulenza si sono divisi perfettamente per elaborare due documenti sullo stesso tema ma con due opposte conclusioni: da una parte i SI TAV Silvia Maffii e Angelo Martino e dall’altra i NO TAV Marco Ponti e Riccardo Parolin. Emerge quindi chiaramente che Ponti non solo non poteva non sapere che i due soci  stavano conducendo uno studio per l’Unione europea. Questa vicenda smentisce in maniera definitiva qualsiasi fondamento di attendibilità del documento costi – benefici imposto da Toninelli e dal M5S.

    Di seguito la visura camerale (clicca sulla foto per ingrandirla):

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  • gariglio

    Torino-Lione: la mozione Delrio

    Mozione 1-00104 presentato da DELRIO Graziano

    testo di Martedì 15 gennaio 2019, seduta n. 108

    La Camera,

    premesso che:

    in data 30 gennaio 2012, l’Italia ha firmato un accordo con la Francia, ratificato dai due Paesi, l’Italia, con legge 23 aprile 2014, n. 71, per la realizzazione del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione;

    suddetto accordo ha previsto che la ripartizione dei costi dell’opera è fissata nella misura del 57,9 per cento a carico dell’Italia e del 42,1 per cento a carico della Francia, detratto il contributo europeo e la parte finanziata dai pedaggi versati dalle imprese ferroviarie, fino al valore del costo certificato a valore gennaio 2012;

    il 24 febbraio 2015 Francia e Italia hanno sottoscritto un altro accordo «per l’avvio dei lavori definitivi della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino Lione»;

    il 2 marzo 2016 la Commissione intergovernativa ha licenziato il testo di tale protocollo addizionale. La firma del protocollo addizionale, avvenuta l’8 marzo 2016 in occasione del vertice bilaterale italo-francese di Venezia, e la successiva validazione del regolamento dei contratti, avvenuta il 7 giugno 2016 da parte della Commissione intergovernativa, hanno completato l’iter procedurale;

    suddetto accordo risulta ratificato con la legge n. 1 del 5 gennaio 2017 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 9 del 12 gennaio 2017 ed è in vigore dal 1° marzo 2017;

    la sezione transfrontaliera si estende per circa 66 chilometri tra Saint-Jean-de-Maurienne in Savoia e Susa/Bussoleno in Val Susa (Piemonte). L’elemento fondamentale della sezione è la galleria a doppia canna di 57,5 chilometri (45 chilometri in Francia e 12,5 chilometri in Italia circa) che, con una pendenza massima del 12,5 per mille, trasforma la linea esistente di montagna (linea Torino-Bardonecchia-Modane-Lione), in una linea di pianura superando le limitazioni che oggi penalizzano fortemente la linea storica che comporta un costo energetico di attraversamento per i treni merci del 40 per cento in più rispetto a una linea senza dislivelli;

    con riferimento alla sezione transfrontaliera nel 2015 si sono conclusi gli iter autorizzativi nei due Paesi:

    1. a)in Italia il progetto definitivo è stato approvato con la delibera del Cipe del 20 febbraio 2015, n. 19 (pubblicata in Gazzetta Ufficialeil 6 agosto 2015);
    2. b)in Francia il «progetto di riferimento» è stato approvato con decisione ministeriale del 2 giugno 2015;

    la sezione transfrontaliera costituisce la prima fase di realizzazione del collegamento tra Torino e Lione, che si pone l’obiettivo di migliorare e potenziare la capacità tecnica e funzionale del collegamento tra Francia e Italia per le persone e per le merci, realizzando una componente fondamentale del corridoio mediterraneo;

    l’Unione europea ha deciso di cofinanziare tale opera nell’ambito del programma Cef 2014/20, attraverso la sottoscrizione il 1° dicembre 2015 del Grant Agreement con un finanziamento, fino all’anno 2019, pari al 40 per cento dell’ammontare delle opere;

    il protocollo addizionale firmato l’8 marzo 2016 ha per oggetto la validazione del costo certificato del progetto e la definizione dei criteri di attualizzazione monetaria e di evoluzione dei costi dei fattori di produzione dei lavori, in attuazione dell’articolo 18 dell’accordo del 2012, richiamato nell’articolo 3 dell’accordo del 2015;

    il costo certificato del progetto, inclusivo delle alee e degli imprevisti, è stato definito a valuta gennaio 2012 e nel protocollo sono altresì definiti i criteri di presa in conto dell’attualizzazione monetaria per tutti gli anni fino alla fine dei lavori; tali elementi sono contenuti nell’articolo 2 del protocollo medesimo;

    il richiamato protocollo prevede, altresì, la lotta comune di Italia e Francia contro ogni pratica mafiosa nella realizzazione della sezione transfrontaliera in attuazione del principio generale affermato all’articolo 2 dell’accordo del 2015, dove si afferma la volontà degli Stati per «attuare delle disposizioni esigenti nel quadro della stipula degli appalti pubblici e della loro esecuzione». Tale volontà trova attuazione nell’articolo 3 del protocollo addizionale;

    la Francia ha sottoscritto il finanziamento del programma di appalti 2018 per la realizzazione della sezione transfrontaliera della Torino-Lione, in particolare l’accordo è del Consiglio di amministrazione dell’Afitf, del Ministère de la Transition écologique et solidaire e di TELT;

    sul versante italiano, nel marzo 2018 il Cipe ha approvato la variante per la cantierizzazione del futuro scavo del tunnel di base, l’ultimo passaggio formale nell’iter del progetto per la tratta internazionale dell’opera;

    suddetta variante è stata predisposta dal Governo pro tempore proprio per una razionalizzazione dei costi e del percorso, anche raccogliendo una serie di indicazioni provenienti dal territorio;

    le dinamiche sull’opera innescatesi al seguito delle elezioni del 4 marzo 2018 e dell’insediamento del Governo attualmente in carica hanno provocato gravi incertezze sul futuro dell’opera in questione, sollevando la preoccupazione di soggetti istituzionali, economici e sociali e in un ampio movimento di opinione favorevole alla realizzazione dell’opera che ha visto due manifestazioni, di cui l’ultima sabato 12 gennaio 2019, partecipatissime dal punto di vista popolare;

    le confuse dichiarazioni relative all’analisi costi/benefici, la cui commissione appare già in partenza fortemente orientata in una direzione ostile all’avanzamento dell’opera, hanno ulteriormente accresciuto le richiamate preoccupazioni;

    in attesa della definizione della volontà politica sul futuro dell’opera, la società Telt è stata costretta a bloccare la pubblicazione del bando per la realizzazione del tunnel della Torino-Lione;

    la fase di stallo rischia di avere costi economici e sociali elevatissimi per l’Italia e per la mobilità di persone e merci per l’intero continente europeo, finendo per privilegiare irrazionalmente il trasporto su gomma,

    impegna il Governo

    • ad adottare le iniziative di competenza per autorizzare Telt alla pubblicazione dei bandi di gara per la realizzazione del tunnel di base sotto il Moncenisio.

    (1-00104) «Delrio, Lupi, Paita, Bruno Bossio, Cantini, Gariglio, Giacomelli, Nobili, Pizzetti, Andrea Romano».

  • tav

    Presentata diffida al Ministero che impedisce l’accesso pubblico alla relazione costi – benefici

    Ho presentato oggi una diffida al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che mi sta impedendo di poter visionare la relazione costi – benefici sulla Tav. Il Decreto Legislativo numero 33 del 2013  prevede infatti che si possa accedere agli atti amministrativi pubblici entro trenta giorni, mentre la mia richiesta giace inevasa da quasi due mesi. Il 29 novembre scorso, dopo che il Ministro Toninelli rispondendo al question time alla Camera dei deputati aveva annunciato il completamento dell’indagine, avevo presentato l’istanza per visionare tale documento ma a questa richiesta non è pervenuta ancora alcuna comunicazione ufficiale da parte del Ministero

  • 49848380_2159175774104498_4521338409238659072_n

    Con Maurizio Martina, #fiancoafianco

    In questi giorni è iniziato l’iter del congresso per scegliere il prossimo segretario nazionale del Partito Democratico.

    Tra i candidati in campo, ho deciso di sostenere Maurizio MARTINA. Ho assunto questa decisione non da solo, ma insieme alla maggioranza delle persone con cui in questi anni ho lavorato, nella segreteria regionale e negli organi nazionali del partito, a fianco di Matteo RENZI.

    Sarebbe inutile negare che in questo congresso l’assenza dalla scena di Matteo lascia tutti noi un po’ spaesati: la sua forte leadership e la visione di prospettiva da lui portata nel PD hanno cambiato il partito e tutti noi.

    Ora però occorre andare avanti, come dice Maurizio MARTINA #fiancoafianco. Con la maggior parte degli amici che hanno rappresentato l’area renziana dentro il PD in questi anni abbiamo deciso di sostenere Maurizio, che di Matteo è stato prima ministro, poi vicesegretario.

    Maurizio è giovane, ha 41 anni, ma ha alla spalle importanti esperienze sia di governo sia di partito: è stato amministratore del suo piccolo comune, poi consigliere regionale della Lombardia, poi sottosegretario ed infine ministro dell’agricoltura. Ha avuto ruoli nei movimenti giovanili, poi è stato segretario provinciale, regionale ed infine nazionale del nostro partito.

    Ho lavorato a stretto contatto di Maurizio quando è diventato reggente del PD dopo le dimissioni di Matteo: è una persona che ha passione per la comunità-partito, che ne conosce a fondo l’organizzazione, che ha cura delle persone, che sa coinvolgere e che rispetta i livelli locali.

    Dopo la cavalcata travolgente di questi anni e le polemiche intestine che si sono levate contro il segretario in carica, spesso più contestato dai nostri compagni di partito che non dalle opposizioni, abbiamo bisogno di una ripartenza, che si basi sull’orgoglio delle tante cose realizzate dai governi Renzi e Gentiloni e anche dalla consapevolezza degli errori commessi. Occorre continuare sul cammino intrapreso, riallacciando però  un dialogo con le persone con cui negli ultimi anni abbiamo perso i contatti: dobbiamo capire la paura e la rabbia che cova dentro molti nostri concittadini e parlare loro; Lega e Cinquestelle cavalcano questi sentimenti, li moltiplicano, li esasperano, per un bieco fine elettorale. Per noi le cose sono più difficili: non possiamo e non vogliamo rispondere con i muri, ma dobbiamo far capire alle persone che conosciamo le loro angosce, le loro preoccupazione e che siamo gente seria, che vuole dare risposte concrete, di buon senso.

    MARTINA, citando JFK, ha detto: “dobbiamo essere idealisti senza illusioni, per non lasciare il campo agli illusionisti senza ideali”. Questa è la nostra sfida.

    Alcuni amici, a cui mi lega un rapporto profondo sul piano umano prima ancora che politico, hanno ritenuto di compiere una scelta diversa, sostenendo la candidatura di Roberto GIACHETTI. Rispetto profondamente quella scelta, ma dissento sull’idea che tale scelta sia in maggiore continuità con l’esperienza “renziana” di questi anni. La quasi totalità delle persone che hanno affiancato Matteo negli anni alla guida del partito e del Paese, di coloro che gli sono stati vicini fin dagli esordi, oggi sono impegnati tutti insieme a sostegno di MARTINA; penso a Lorenzo GUERINI, a Luca LOTTI, a Ettore ROSATO. Se vogliamo incidere, se vogliamo continuare sulla traiettoria riformista di questi anni, se non vogliamo tornare indietro, bisogna guidare il partito e Maurizio ha la concreta possibilità di diventarne il nuovo segretario.

    Sono convinto che all’Italia serva un Pd forte, europeista, per l’uguaglianza, che sappia tenere la bussola nel mare tempestoso in cui si trova l’Europa intera.

    Insieme possiamo farcela.

  • gariglio-consiglio-regionale

    Lavori della Conferenza intergovernativa sulla Torino Lione

    Oggi ho assistito ai lavori della Conferenza intergovernativa sulla Torino Lione. É stata di alto valore simbolico la presenza del coordinatore del corridoio europeo TAV Laurent BRINKHORST, che ha ricordato come l’opera sia non solo di interesse italiano e francese, ma europeo, tanto che l’Unione europea finanzia il 40% dell’opera.
    Oggi ho avuto la chiara percezione che il nuovo collegamento ferroviario europeo é estremamente a rischio – come mai lo é stato prima – e di quanta preoccupazione questo fatto susciti in Europa. Infatti, le dichiarazioni dell’on. Di Maio stanno seriamente preoccupando gli altri Paesi europei. Lo stesso BRONKHORST ha invitato l’Italia a non chiudersi dietro il muro rappresentato dalle Alpi, ma a scegliere di aprirsi al resto del continente. É stato fatto notare come nella relazione Italia-Francia il traffico merci su linea ferroviaria sia di volume bassissimo, a causa di una infrastruttura ferroviaria, il tunnel del Frejus, di concezione ottocentesca, gravato da così tanti vincoli e prescrizioni per garantire la sicurezza, che lo rendono facilmente saturabile.
    Insieme agli altri parlamentari piemontesi del PD ci batteremo perché il Parlamento non consenta passi indietro su una infrastruttura necessaria al Paese e, prima di tutto, alle imprese e ai lavoratori del Piemonte.

  • risultati

    FONDI PER LA MESSA IN SICUREZZA DEGLI EDIFICI PUBBLICI

    L’ultima legge di Bilancio ha previsto uno stanziamento di fondi per interventi di messa in sicurezza degli edifici  pubblici e del territorio a valere sul triennio 2018-2020. Quest’anno, in base ai criteri utilizzati per la ripartizione, sui circa 6.000 progetti ne sono stati finanziati 146, quasi tutti presentati da Comuni in grave stato di disavanzo finanziario. L’Anci Piemonte ha chiesto una verIfica in sede utile al fine di riequilibrare la situazione.

    “Concordo con le perplessità manifestate da Anci Piemonte sul fatto che i fondi per gli interventi di messa in sicurezza degli edifici pubblici, per l’anno 2018, siano stati ripartiti con criteri che penalizzano molti Comuni piemontesi e, in generale, tutti i Comuni virtuosi” ha dichiarato l’onorevole Davide Gariglio del Partito Democratico.

    “Mi impegnerò, insieme ai colleghi parlamentari – ha proseguito Gariglio – perché, per le prossime due annualità, vengano modificati i parametri affinché possa essere riequilibrata la situazione e possano essere privilegiati gli enti meritevoli”.

  • ambiente e sociale

    Le comunicazioni di Gentiloni sulla crisi siriana

    Non possiamo accettare si torni, un secolo dopo fine prima guerra mondiale, ad uso di armi chimiche. Il regime di Assad ne ha fatto ripetutamente uso: nella notte del 7 aprile la città di Douma è stata oggetto di un attacco proprio con queste armi.

    In base a tutto ciò, ho definito come motivata la risposta del 14/4 da parte di USA, Francia e UK. E’ stata una risposta motivata e circoscritta, senza vittime civili, indirizzata su tre siti di potenziale fabbricazione di agenti chimici. E’ stata peraltro una risposta comunicata ad altri Paesi, come la Russia, presenti in Siria

    L’Italia non ha partecipato a questa iniziativa: abbiamo dato solo supporto mediante la base aerea di Aviano, con la condizione che dal nostro territorio non partissero azioni militari sulla Siria.

    Da anni diciamo che non ci si può basare sull’uso della forza. Il regime è responsabile di crimini inauditi ed è un regime orribile che usa armi chimiche contro il suo popolo. Ma contro questo regime orribile il dialogo è inevitabile.
    Alcuni ministri esteri di altri Paesi dicevano che prima del dialogo bisognava cacciare Assad; risolvere militarmente il problema si è dimostrato impossibile. In Siria ci sono zone che possono diventare teatro di nuove stragi.

    Noi dobbiamo cercare una soluzione negoziale di questa questione e il ruolo della Russia su questo è fondamentale.
    Ora che la battaglia contro Daesh è stata vinta, è il momento di una transizione che metta insieme le varie forze.

    Questo deve essere il contributo italiano, visto che la nostra posizione, che conserviamo da sette anni, si è dimostrata sempre più inevitabile

    L’Italia non è un Paese neutrale tra Alleanza atlantica e Russia: l’Italia è un coerente alleato degli USA (e non di questa o quest’altra amministrazione americana). E’ la nostra scelta di campo.
    Non c’è solo riconoscenza verso chi ha liberato il nostro Paese dalla dittatura.
    Nessuna stagione di sovranità può portarci ad abbandonare l’Occidente ed i nostri valori.
    Si può essere coerentemente stare in Alleanza atlantica e coerentemente segnare i propri punti di vista

    Non dobbiamo mai rinunciare al doppio binario: sottolineare le critiche alla Russia quando è il caso, ma tenere costantemente aperto il dialogo. Alla fermezza dobbiamo associare l’apertura e il dialogo con un grande vicino come la Russia.

    Questo non è nell’interesse del governo dimissionario, ma dell’Italia.

  • bandiere partito democratico

    #senzadime

    Ieri sera la segreteria regionale del PD ha condiviso unanimemente il rifiuto di ogni ipotesi di alleanza politica nel Parlamento neoeletto con il Movimento Cinquestelle e con la coalizione di Centrodestra.
    Abbiamo ricevuto moltissime mail e telefonate dai nostri elettori e dai nostri militanti che si sono espressi in senso nettamente contrario a alleanze con forze politiche profondamente divergenti da noi nei programmi e nei valori. Rassicuro tutti: questa é anche la nostra posizione.
    Su questi temi si esprimerà anche la Direzione piemontese del PD, che verrà convocata a Torino domenica 18 marzo.
    In quella sede, preso atto del raggiungimento del termine del mandato quadriennale degli organismi regionali, eletti nel febbraio 2014, proporrò l’avvio del percorso congressuale, compatibilmente con quanto verrà definito dalla Assemblea nazionale.
    In ragione della situazione straordinaria determinata dagli esiti della consultazione elettorale nazionale, chiederò alla Direzione regionale di definire un organismo in grado di guidare il partito nella fase congressuale, col massimo di unitarietà e coesione, elementi indispensabili in una fase critica come l’attuale

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    CSI: REGIONE CONVOCA SOCI DEL CONSORZIO PER NUOVO PATTO INDUSTRIALE

    ”È necessario un nuovo patto tra i principali soci del consorzio (Regione, Comune Torino, Città metropolitana, Università e Politecnico), un accordo che tenga conto dei rilievi dell’Anac e che sia in grado di inserire efficienza in un’azienda che ha molte eccellenze tecniche, ma anche elementi di debolezza che la rendono vulnerabile sul mercato”. Lo dichiara il gruppo del Partito democratico alla fine di una riunione convocata dal capogruppo Davide Gariglio sul CSI Piemonte. All’incontro hanno partecipato anche il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, il suo vice Aldo Reschigna e gli assessori all’innovazione e al lavoro, Giuseppina De Santis e Gianna Pentenero. “La legge – continua – infatti impone che, per affidare una commessa in-house, si superi  un giudizio di congruità, cioè che i costi siano in linea con i prezzi di mercato. È indispensabile – sottolinea – un piano industriale condiviso da tutti, che preveda forti investimenti in innovazione e sul capitale umano. Entro un paio di settimane – conclude –  la Regione convocherà i soci a un tavolo sul quale discutere le opzioni”

  • gariglio chiampa

    BILANCIO RESPONSABILE: NESSUN TAGLIO LINEARE E INVESTIMENTI

    Abbiamo presentato un bilancio responsabile, senza tagli lineari ma con scelte politiche mirate- Come maggioranza abbiamo voluto sostenere alcuni settori che riteniamo fondamentali, tra questi: il diritto allo studio, i piccoli comuni, le politiche sociali, l’edilizia sociale, il fondo di morosità incolpevole che viene raddoppiato con 4 milioni e il trasporto pubblico su cui sono state aggiunte risorse per l’acquisto di nuovi bus. Rimediare ai guasti del passato era la missione di questo bilancio. Quanto fatto credo debba essere apprezzato: pagare i propri debiti non è solo un’esigenza etica, me è anche un fattore di sviluppo. Oggi possiamo dire finalmente di essere fuori dalle incertezze finanziarie – conclude – si tiene in piedi la macchina regionale e al contempo si creano le condizioni per dare risorse alla nostra comunità attraverso importanti investimenti.

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