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    Tav: Toninelli indegno, sono in contatto con Ambasciata francese per visionare analisi costi benefici

    Sto cercando di contattare l’Ambasciata Francese per verificare la possibilità di poter visionare, in qualità di deputato delle Repubblica Italiana, l’Indagine costi Benefici sulla Tav che ancora una volta il Ministro Toninelli non ha voluto inviare al Parlamento nonostante le continue richieste pervenute anche da esponenti del suo stesso governo. Confido nella sensibilità politica dell’Ambasciatore che rappresenta, ad oggi, l’unico cittadino sul territorio nazionale ad aver ricevuto questo documento.

  • asticuneo

    Il governo rinuncia ai finanziamenti della Asti – Cuneo

    Anche quando il governo sembra favorevole ad una infrastruttura, come nel caso dell’autostrada Asti – Cuneo, rinuncia però agli attuali finanziamenti senza indicare con quale risorse e quindi con quale tempistica intende realizzarla. Di Maio ha infatti annunciato di essere contrario all’accordo, negoziato dal precedente ministro delle Infrastrutture Delrio con la Commissione Europea, che prevedeva una breve proroga ai concessionari sulla Torino – Milano per finanziare con quei ricavi il completamento dell’Asti – Cuneo. Ancora una volta la propaganda populista non ha portato nessun fatto concreto. Il governo gialloverde sembra contrario alle concessionarie autostradali ma nei fatti, come per il Ponte di Genova, nessun profitto derivato dalle tariffe contribuirà a modernizzare la viabilità nazionale.

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    Con Maurizio Martina, #fiancoafianco

    In questi giorni è iniziato l’iter del congresso per scegliere il prossimo segretario nazionale del Partito Democratico.

    Tra i candidati in campo, ho deciso di sostenere Maurizio MARTINA. Ho assunto questa decisione non da solo, ma insieme alla maggioranza delle persone con cui in questi anni ho lavorato, nella segreteria regionale e negli organi nazionali del partito, a fianco di Matteo RENZI.

    Sarebbe inutile negare che in questo congresso l’assenza dalla scena di Matteo lascia tutti noi un po’ spaesati: la sua forte leadership e la visione di prospettiva da lui portata nel PD hanno cambiato il partito e tutti noi.

    Ora però occorre andare avanti, come dice Maurizio MARTINA #fiancoafianco. Con la maggior parte degli amici che hanno rappresentato l’area renziana dentro il PD in questi anni abbiamo deciso di sostenere Maurizio, che di Matteo è stato prima ministro, poi vicesegretario.

    Maurizio è giovane, ha 41 anni, ma ha alla spalle importanti esperienze sia di governo sia di partito: è stato amministratore del suo piccolo comune, poi consigliere regionale della Lombardia, poi sottosegretario ed infine ministro dell’agricoltura. Ha avuto ruoli nei movimenti giovanili, poi è stato segretario provinciale, regionale ed infine nazionale del nostro partito.

    Ho lavorato a stretto contatto di Maurizio quando è diventato reggente del PD dopo le dimissioni di Matteo: è una persona che ha passione per la comunità-partito, che ne conosce a fondo l’organizzazione, che ha cura delle persone, che sa coinvolgere e che rispetta i livelli locali.

    Dopo la cavalcata travolgente di questi anni e le polemiche intestine che si sono levate contro il segretario in carica, spesso più contestato dai nostri compagni di partito che non dalle opposizioni, abbiamo bisogno di una ripartenza, che si basi sull’orgoglio delle tante cose realizzate dai governi Renzi e Gentiloni e anche dalla consapevolezza degli errori commessi. Occorre continuare sul cammino intrapreso, riallacciando però  un dialogo con le persone con cui negli ultimi anni abbiamo perso i contatti: dobbiamo capire la paura e la rabbia che cova dentro molti nostri concittadini e parlare loro; Lega e Cinquestelle cavalcano questi sentimenti, li moltiplicano, li esasperano, per un bieco fine elettorale. Per noi le cose sono più difficili: non possiamo e non vogliamo rispondere con i muri, ma dobbiamo far capire alle persone che conosciamo le loro angosce, le loro preoccupazione e che siamo gente seria, che vuole dare risposte concrete, di buon senso.

    MARTINA, citando JFK, ha detto: “dobbiamo essere idealisti senza illusioni, per non lasciare il campo agli illusionisti senza ideali”. Questa è la nostra sfida.

    Alcuni amici, a cui mi lega un rapporto profondo sul piano umano prima ancora che politico, hanno ritenuto di compiere una scelta diversa, sostenendo la candidatura di Roberto GIACHETTI. Rispetto profondamente quella scelta, ma dissento sull’idea che tale scelta sia in maggiore continuità con l’esperienza “renziana” di questi anni. La quasi totalità delle persone che hanno affiancato Matteo negli anni alla guida del partito e del Paese, di coloro che gli sono stati vicini fin dagli esordi, oggi sono impegnati tutti insieme a sostegno di MARTINA; penso a Lorenzo GUERINI, a Luca LOTTI, a Ettore ROSATO. Se vogliamo incidere, se vogliamo continuare sulla traiettoria riformista di questi anni, se non vogliamo tornare indietro, bisogna guidare il partito e Maurizio ha la concreta possibilità di diventarne il nuovo segretario.

    Sono convinto che all’Italia serva un Pd forte, europeista, per l’uguaglianza, che sappia tenere la bussola nel mare tempestoso in cui si trova l’Europa intera.

    Insieme possiamo farcela.

  • Da Torino lezione di democrazia contro un governo autoritario ed irresponsabile

    Sabato sarò in piazza a Torino per ribadire il mio SI allo sviluppo sostenibile, alla crescita sociale, economica occupazionale e ad un trasporto compatibile con l’ambiente: per dire quindi SI alla Tav.

    Il 12 gennaio Torino darà un’altra lezione di democrazia e libertà ad un governo irresponsabile, incapace ed autoritario: il ministro Toninelli e il Movimento Cinque Stelle vorranno forse schedare e cacciare tutti i partecipanti alla manifestazione come ha già fatto il Ministro della Salute Giulia Grillo con i membri del Consiglio superiore di Sanità che non si sono allineati alla linea di Casaleggio?

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    TAV: chi ha paura della verità?

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    Decreto INsicurezza di Salvini

    La legge sull’immigrazione approvata ieri mi lascia molto amareggiato e preoccupato. Io penso che sia necessario gestire gli afflussi di immigrati, regolarne il numero, essere giusti e rigorosi nel garantire il rispetto delle leggi italiane. Ma il decreto legge fa scelte che vanno oltre. Chiudendo i centri che ospitano i richiedenti asilo e che sono gestiti dai comuni italiani, il Governo può prender in giro i cittadini dicendo: “vi ho tolto il problema, non spenderemo più soldi pubblici per ospitare immigrati“, ma l’unico effetto sarà il far passare dalla legalità all’illegalità migliaia di persone, che non avranno più un luogo dove dormire, che non sapranno dove mangiare , che non avranno diritto alle cure. Il risultato sarà MAGGIORE ILLEGALITA’, MAGGIORE INSICUREZZA e maggior manodopera per la criminalità organizzata. Il decreto Salvini serve solo a distrarre l’opinione pubblica. Aveva promesso che nella prima settimana di governo avrebbe rimpatriato 500.000 migranti senza permesso. Ebbene, non ne ha rimpatriati nemmeno la millesima parte! Salvini ha fallito sui rimpatri e ha rotto con i Paese dell’Africa con cui doveva sottoscrivere accordi per il rimpatrio. Salvini ha fallito anche in Europa: aveva promesso che avrebbe ottenuto una revisione degli accordi di Dublino (votati proprio dalla Lega!), in modo da poter distribuire i richiedenti asilo fra i vari Paesi europei, ma tutti gli altri governi lo hanno snobbato! Un ministro incapace nasconde i suoi insuccessi facendo approvare leggi che promettono fuoco e fiamme, ma che creeranno solo altra illegalità: centinaia di migliaia di fantasmi, che gireranno senza controllo nelle nostre città . Ecco perché come gruppo ieri abbiamo indossato le maschere bianche. Un essere umano non diventa invisibile per legge. Ce ne accorgeremo presto, a nostre spese.

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  • TAV2

    TAV: I ritardi oltre novembre costeranno 75 milioni di euro al mese. Telt pubblichi i bandi di gara

    Il ministro Toninelli racconta fatti diversi dalla realtà.
    Evidentemente preoccupato perché la Commissione di valutazione benefici-costi delle grandi opere non è ancora stata posta in condizione di operare con ufficialità, a causa della mancata registrazione da parte della Corte dei Conti del decreto di nomina, oggi offre un’interpretazione fantasiosa del colloquio avuto a Bruxelles con la sua omologa francese Elizabeth Borne.
    La ministra francese ha detto chiaramente ai giornalisti che la Francia ha già fatto le proprie valutazioni e che ha deciso che l’opera si farà; ha quindi ribadito che la Francia rispetterà i trattati internazionali sottoscritti per la TAV e che il Governo francese non intende perdere i finanziamenti europei per l’opera.
    Quindi nelle parole della ministra francese non c’è nulla che autorizzi Toninelli a dire che vi è il consenso francese ad un rinvio indefinito nel tempo dei bandi per la costruzione del tunnel di base, in attesa dei lavori della fantomatica Commissione Ponti e poi di un confronto con esperti francesi ed europei.
    Il Governo francese aveva infatti accordato un rinvio per alcune settimane, e comunque non oltre la fine del mese di novembre.
    Ricordo che la società internazionale TELT, incaricata della realizzazione dell’opera, ha comunicato alcuni mesi fa con propria lettera ai due governi che ogni mese di ritardo dei lavori, oltre novembre 2018, avrebbe comportato un costo quantificato in 75 milioni €/mese.
    Pertanto come gruppo parlamentare PD della Camera ci aspettiamo che entro il mese di novembre la società TELT pubblichi i bandi di gara. In caso contrario, solleveremo la questione in sede politica ed in sede giurisdizionale chiedendo che i responsabili dei ritardi risarciscono i danni prodotti. Lo dichiara il deputato dem Davide Gariglio.

  • idrocarburi

    Lega e M5S ci avvelenano

    Grazie a Lega e Cinquestelle, i fanghi di depurazione potranno essere versati sui campi agricoli, anche se contengono idrocarburi policiclici aromatici, toluene, selenio, berillo, arsenico, cromo. Fino ad oggi il Codice dell’ambiente (decreto legislativo 152/2006) poneva alla presenza di queste sostanze un limite di 50 mg/kg, da domani IL LIMITE DIVENTERA’ 1.000 mg/kg. Quindi fanghi che fino a ieri potevano solo essere conferiti in discarica, ora potranno essere smaltiti su terreni agricoli, INQUINANDO i vegetali e passando nel corpo umano. In questo modo vengono anche DEPENALIZZATI reati ambientali compiuti negli anni passati, per cui vi sono processi in corso. Tutto questo perché la maggioranza Lega-Cinquestelle ha voluto favorire le lobby delle aziende produttrici di fanghi.
    Come gruppo del Partito democratico siamo intervenuti duramente contro questo articolo. Personalmente, da padre, sento il voto del Parlamento di oggi come una grande sconfitta. Non possiamo permettere di inquinare i nostri terreni, il nostro cibo, i nostri figli.
    In questi anni c’é stata una battaglia durissima contro i vaccini, perché alcuni (senza basi scientifiche) li ritengono pericolosi per la salute. Oggi invece tutti tacciono su questa norma, che avvelena la nostra terra ed i nostri corpi, solo per far guadagnare qualcuno.

     

  • condono

    Condono: le bugie di Di Maio

    Ci sono le opinioni, e ci sono i fatti! Di Maio sul condono continua a MENTIRE e non lo dico io: lo dice in maniera chiara e oggettiva il testo in Aula. Il decreto legge emergenze, all’art. 25, prevede che tutte le domande di condono presentate a Ischia (più di 27.000!) sulla base delle leggi di condono del 1985, del 1994, e del 2003 vengano esaminate dai Comuni entro sei mesi. È fin qui nessun problema. Solo che al comma 1 vi è scritto che tutte le istanze di condono verranno esaminate ESCLUSIVAMENTE sulla base della legge più vecchia, quel del 1985 (governo Craxi), e non sulla base delle leggi successive, molto più restrittive. In questo modo si rendono sanabili migliaia di abusi, che NON sarebbero sanabili se si applicassero le leggi del 1994 e del 2003. Saranno sanabili perfino gli abusi relativi a costruzioni per cui non è possibile l’adeguamento antisismico, anche gli immobili costruiti su aree dello Stato è sul demanio marittimo, perfino gli immobili realizzati in aree sottoposto a vincolo idrogeologico. Incommentabile.

  • le-mie-battaglie

    SULLA STAZIONE SAN LUIGI DI ORBASSANO NON SI RITORNA INDIETRO

    Esprimo la mia soddisfazione per il parere positivo che la Commissione Trasporti della Camera ha espresso all’unanimità, sul contratto di programma tra Stato e RFI riguardante gli investimenti da realizzare, nei prossimi anni, al fine di migliorare le ferrovie.

    Nella prima bozza era prevista una revisione del progetto della stazione San Luigi di Orbassano sulla linea SFM5. Questo intervento avrebbe comportato un ritardo di almeno dieci anni nella realizzazione dell’opera. Dopo i rilevi sollevati dal Gruppo del Partito democratico, il punto è stato soppresso. Pertanto, il progetto, che ha appena completato l’iter procedurale, potrà essere appaltato e la nuova stazione potrà entrare in servizio entro il 2022. Non si ritorna indietro!.

    Desidero ringraziare anche i partiti di maggioranza che, alla fine, hanno accettato i nostri rilievi.

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