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    TAV: indagine costi benefici basata su numeri falsi

    Ormai è chiaro che la commissione costi – benefici voluta dal governo ha manipolato le cifre per screditare la Tav. E’ infatti impensabile realizzare una indagine attendibile senza consultare l’osservatorio sul’opera ed i dati ufficiali già disponibili, come ha ricordato oggi il commissario per la Torino – Lione Paolo Foietta in audizione a Montecitorio. I numeri presi in considerazione dalla Commissione guidata da Marco Ponti non hanno alcun riscontro con la realtà: basta sentire le ridicole e fuorvianti dichiarazioni sui costi dell’opera rilasciate nei giorni scorsi dai ministri Toninelli e Bonafede

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    Commissione costi – benefici è farsa mediatica pagata dai contribuenti

    Annunciare che è terminata l’analisi costi – benefici sulla Tav senza renderla contestualmente pubblica testimonia ancora una volta come questa indagine venga utilizzata esclusivamente a scopo mediatico e propagandistico e non come strumento per valutare la reale utilità dell’opera.

    Il Ministro Toninelli inizi a rispettare il Parlamento e venga a Montecitorio ad illustrare questa indagine smettendo di fare il passacarte del comitato di affari del professor Marco Ponti e dei suoi soci.

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    Da Toninelli accuse deliranti, cifre false e un atteggiamento intimidatorio

    Un ministro incompetente ed inconcludente cerca di distrarre l’opinione pubblica dai suoi fallimenti, dalla sua supponenza e dalle sue ridicole uscite sui media. Se è a conoscenza di condizionamenti di comitati di affari su opere pubbliche vada alla Procura, come fece a suo tempo il suo predecessore Delrio, altrimenti taccia e la smetta di inviare messaggi ambigui e di assumere comportamenti intimidatori.
    Ancora una volta l’esponente del governo del Cambiamento parla di ciò che non sa: smentire Toninelli è ormai come sparare sulla Croce Rossa. Gli investimenti nelle infrastrutture sono bloccati come testimonia il tragico rallentamento nei cantieri delle grandi opere (non solo la Tav) e come confermano i pesantissimi tagli alle risorse di Anas e Ferrovie presenti nella Legge di Bilancio. Ed i costi italiani della Torino Lione non sono né 8,6, né 11 miliardi di euro, ma 4,8 miliardi suddivisi tra i 2,9 miliardi per il tunnel e gli 1,9 miliardi per le tratte di adduzione.

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    Condono: le bugie di Di Maio

    Ci sono le opinioni, e ci sono i fatti! Di Maio sul condono continua a MENTIRE e non lo dico io: lo dice in maniera chiara e oggettiva il testo in Aula. Il decreto legge emergenze, all’art. 25, prevede che tutte le domande di condono presentate a Ischia (più di 27.000!) sulla base delle leggi di condono del 1985, del 1994, e del 2003 vengano esaminate dai Comuni entro sei mesi. È fin qui nessun problema. Solo che al comma 1 vi è scritto che tutte le istanze di condono verranno esaminate ESCLUSIVAMENTE sulla base della legge più vecchia, quel del 1985 (governo Craxi), e non sulla base delle leggi successive, molto più restrittive. In questo modo si rendono sanabili migliaia di abusi, che NON sarebbero sanabili se si applicassero le leggi del 1994 e del 2003. Saranno sanabili perfino gli abusi relativi a costruzioni per cui non è possibile l’adeguamento antisismico, anche gli immobili costruiti su aree dello Stato è sul demanio marittimo, perfino gli immobili realizzati in aree sottoposto a vincolo idrogeologico. Incommentabile.

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    TAV: dal Comune un folle autolesionismo

    Folle autolesionismo. Solo così si può definire la scelta della maggioranza che sostiene Chiara Appendino in Consiglio comunale di pronunciarsi contro la realizzazione del collegamento ferroviario Torino-Lione. Saremo sempre più isolati dal resto del mondo. Le nostre imprese non investiranno più nella nostra Regione. Ci impoveriremo e diventeremo sempre più marginali. Inoltre non è vero che il blocco della TAV porterebbe più soldi per il trasporto pendolari: le somme da restituire all’Unione europea, i danni da pagare alla Francia e la messa in sicurezza delle opere costerebbero quanto la stessa realizzazione dell’opera. Se vincessero i NO TAV, non avremmo l’opera e spenderemmo lo stesso il denaro: un capolavoro di autolesionismo. Gli unici a guadagnarci sarebbero i tedeschi, perché il collegamento europeo est-ovest passerebbe a nord delle Alpi ed avantaggierebbe ulteriormente il nord Europa.
    Come PD ci batteremo con forza a fianco del fronte SI TAV che oggi, per la prima volta, è sceso in piazza per opporsi a questa scelta di chi governa la nostra Città.

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    Il condono della Lega e del M5S

    Con il CONDONO fatto dal M5S e dalla Lega ci sarà la sanatoria di abusi in zone a vincolo idrogeologico, in zone a vincolo sismico, e sui terreni di proprietà pubblica. E non solo verranno sanate le opere abusive, ma verrà anche pagata la ricostruzione agli abusivi con soldi pubblici! Pensate che solo dopo 12 ore di discussione siamo riusciti a ottenere che venisse esclusa la sanatoria per gli abusi commessi da persone condannate per mafia. Il Ministro dell’Ambiente ha detto che gli viene mal di stomaco a parlare di condono. Salvini idem. Ma quindi perché l’hanno votato? Perché M5S e Lega hanno fatto uno scambio politico su base clientelare. Anche sul blog di Beppe Grillo trovate negli anni passati post contro il condono. Solo che lui ha usufruito di tre condoni fiscali e con la sua immobiliare di due condoni tombali. Insomma, M5S e Lega son contro il condono, a meno che non gli serva.

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    Ponte di Genova: i pasticci e l’incoerenza del governo

    Il governo ha detto che il decreto Genova è stato fatto col cuore. Il problema è che non è stata usata la testa. E che dire del fatto che sono stati accusati gli altri partiti e poi si è venuto a scoprire che gli unici negli anni ad aver preso soldi da Autostrade per l’Italia sono stati quelli della Lega? Sono passate ben sei settimane dal momento della tragedia al momento in cui una norma è entrata in vigore. E mentre Genova attendeva, il Ministro Toninelli era al mare. Ancora oggi non si risponde alla domanda cruciale: “come verrà ricostruito il ponte di Genova?” Di Maio è arrivato a dire “nazionalizzeremo Autostrade per l’Italia”. Ora non ne sentiamo più parlare: si può sapere cosa hanno intenzione di fare? Sempre Di Maio ha dichiarato “Autostrade per l’Italia non metterà mano alla ricostruzione del ponte. Pagherà solo. Rifaremo il ponte in 9 mesi”. Solo solo parole: nei fatti hanno fatto un regalo ad Autostrade, che non pagherà! Nel video tutti i dettagli!

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    TONINELLI come NICOLAZZI

    Oggi pomeriggio in Commissione Trasporti, durante l’esame della legge di conversione del decreto su Genova e su emergenze varie, la maggioranza Lega-Cinquestelle ha bocciato tutti gli emendamenti del centrosinistra per limitare lo scempio del condono nell’isola di Ischia, colpita dal terremoto dell’agosto 2017.
    L’art. 25 del decreto legge infatti applica all’isola di Ischia un condono “tombale”. Le ben 27.000 istanze di condono (su 64.000 abitanti) pendenti da decenni presso i comuni dell’isola dovranno essere tutte esaminate entro sei mesi !
    Non solo: tutte le istanze verranno esaminate secondo le norme del primo condono, quello più largo della storia, il condono della legge n. 47 del 1985, Ministro dei Lavori pubblici Franco NICOLAZZI (I governo CRAXI). Quindi, anche le domande di condono presentate in base ai successivi condoni del 1994 e del 2003 – molto più stringenti – verranno tutte esaminate sulla base della legge del 1985.
    Il Ministro TONINELLI in pratica é andato a risuscitare la legge NICOLAZZI e l’ha applicata a Ischia.
    Saranno quindi sanabili abusi di qualunque dimensione, anche commessi in aree sottoposte a vincolo paesaggistico o idrogeologico, anche abusi commessi da persone legate ad associazioni di stampo mafioso.
    Non solo: una volta ottenuto il condono, lo Stato coprirà al 100% il costo della ricostruzione.
    Avremo quindi case costruite in spregio dei vincoli paesaggistici e idrogeologici che verranno ricostruite a spese nostre!
    Altro che governo del cambiamento.
    Sono peggio dei governi della Prima Repubblica: quelli un tempo si limitavano a consentire le sanatorie degli abusi, ora invece viene pagata anche la ricostruzione degli mobili abusivi.
    Ma i deputati di Lega e Cinquestelle non dicono nulla e votano obbedienti.

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    Eliminazione di Torino dal dossier olimpico

    I governatori leghisti del Veneto e della Lombardia, uniti, con la sponda del sottosegretario leghista Giorgetti, fanno fuori Torino dal dossier Olimpiadi invernali e procedono da soli.
    Dopo le trionfali Olimpiadi del 2006, Torino riceve uno schiaffo che fa male alla Città, ai torinesi e a tutto il Piemonte e che proietta all’esterno l’immagine di una città perdente.
    La Sindaca Appendino paga la sua incapacità politica e la debolezza dei ministri Cinquestelle; aveva scritto a Roma rifiutando di collaborare con le altre città e, così facendo, ha dato l’opportunità a Milano e Cortina di procedere unite, addossando a Torino la responsabilità di essersi messa fuori da sola: oltre il danno, la beffa!
    Ma questa vicenda testimonia anche come per la Lega conti solo il Lombardo Veneto; il Piemonte non è una terra che a loro sta a cuore! Infatti, questo Governo isola ogni giorno di più il Piemonte: blocca la TAV, blocca il Terzo valico, blocca l’Asti-Cuneo, toglie i fondi alle periferie e, ora, toglie le Olimpiadi. Ci vogliono ridurre a fanalino di coda delle regioni del nord. Come gruppo parlamentare reagiremo, insieme alla Giunta regionale, per evitare che il Piemonte venga distrutto dalla tenaglia Lega-Cinquestelle.

  • dg

    Autostrada Asti- Cuneo

    Le dichiarazioni di Toninelli durante l’audizione di ieri davanti alle Commissioni Ambiente di Camera e Senato fanno chiaramente capire che il completamento dell’autostrada Asti-Cuneo ritorna nel libro dei sogni.
    L’ipotesi su cui avevano lavorato Governo nazionale e Giunta regionale piemontese e su cui la Commissione europea aveva dato il suo placet, ossia il finanziamento incrociato dell’opera attraverso un prolungamento della concessione della Torino Milano per recuperare le necessarie fonti di finanziamento degli investimenti é evidentemente incompatibile con la volontà di nazionalizzazione di tutte le concessioni autostradali annunciata ieri ufficialmente in Parlamento.
    Avrei voluto chiederlo al ministro Toninelli, ma il presidente Benvenuto, per proteggere un ministro uscito malmenato dai commissari , ha dichiarato chiusa la seduta, incurante del fatto che alle domande dei commissari non sia stata data dal ministro risposta alcuna.
    Nei prossimi giorni interrogheremo il ministro in Aula per chiedergli di manifestarci chiaramente come intende procedere per completare l’autostrada Asti Cuneo.
    Non siamo partigiani di una soluzione giuridica particolare, ma ci interessa capire in quali tempi e con quali meccanismi si può dare certezza ai piemontesi del completamento dell’opera.
    Noi pretendiamo che il corridoio Asti Cuneo sia completato. Dopo ieri, però, ci pare di essere tornati al punto di partenza, come nel gioco dell’oca, vanificando cinque anno di lavoro.dg

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