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    Davide Gariglio sull’emergenza migranti

    L’intervento in Aula di Davide Gariglio: video e testo

    Grazie, Presidente.
    Mi riconosco pienamente nelle parole del Presidente Chiamparino e credo che sia giusto cogliere l’appello lanciato ieri dal Presidente del Consiglio dei Ministri di chiudere una fase di campagna elettorale, perché quello che sta succedendo in questi giorni nel nostro Paese sul tema dei profughi è veramente la speculazione peggiore che la politica peggiore possa dare rispetto a situazioni di sofferenza umana senza pari.

    C’è un problema enorme, evocato anche dal collega Pichetto, che investe un intero continente e che deve essere affrontato da un intero continente. Un problema europeo che parte da un altro continente, l’Africa, un continente a cui noi siamo pericolosamente vicini, un continente che ha un Paese, la Libia, in cui le Nazioni Unite ci dicono che ci sono da 450 mila a 600 mila persone pronte a prendere la prima barca, la prima zattera per venire in Italia. Una situazione in Libia che si è prodotta da quando non solo Sarcozy e Obama, citati da Pichetto, ma anche il Governo italiano, guidato dall’autorevolissimo Silvio Berlusconi, decise di andare a bombardare quello stesso governo libico con cui aveva stretto accordi fino al mese prima. Questa debellatio dello Stato libico, cioè questo svaporamento della Libia fa sì che oggi ci sia mezzo milione di libici pronti a fare qualsiasi cosa, ad a correre il rischio di affondare con i loro figli nel Mar Mediterraneo pur di scappare da lì e pur di approdare a Lampedusa. Questa è la situazione che abbiamo!

    A fronte di questa situazione ci sono dei miserabili parlamentari leghisti, parlamentari italiani con la tessera della Lega Nord eletti anche in questa regione, che quando al Parlamento europeo viene posta una mozione per chiedere di aiutare l’Italia e di ripartire l’ondata di profughi tra tutti i Paesi europei, votata dai membri del Partito Socialista europeo e dai membri del Partito Popolare europeo, non la votano! Perché il loro problema non è aiutare questo Paese, il loro problema è creare la paura in questo Paese, creare la sofferenza, creare la presenza per creare la paura e per speculare sui voti.
    Capisco il cinismo. Può anche essere comprensibile, in campagna elettorale è questione di fegato, c’è chi ce l’ha e chi no, ma la campagna elettorale è finita. Ora ci sono bambini, come le mie figlie, ci sono persone anziane, ci sono famiglie, ci sono esseri umani che vanno trattati con rispetto.

    Voglio solo ricordare che su questa vicenda le regole le ha fatte il centrodestra; le leggi sull’immigrazione portano il nome di due autorevoli ex leader del centrodestra, Bossi e Fini, che sicuramente hanno dato, con la loro impostazione culturale, un’impronta fondamentale a tutto il centrodestra in questo Paese e sicuramente il loro insegnamento non verrà dimenticato.
    Faccio notare che il Ministro degli Interni Maroni – perché prima di essere Presidente della Regione è stato Ministro, e da Ministro ha agito anche molto bene . Nel 2011 disse: “Ho proposto alle Regioni, con la sola esclusione dell’Abruzzo (si capisce: perché c’era stato il terremoto) un piano per la distribuzione equa dei rifugiati con un criterio molto semplice, ovvero in base al numero degli abitanti”. Ora, quello che sta facendo il Governo non è una grande idea: il Governo sta riprendendo quella che potremmo chiamare la “dottrina Maroni”.
    Allora, se andiamo a vedere quello che dicono tutti i dati indipendenti (non solo quello che dice il Governo) scopriamo che oggi in Lombardia la presenza dei profughi è pari allo 0,6 per mille degli abitanti, i profughi in Lazio sono l’1,4 per mille e nella povera Sicilia sono il 3,2 per mille. Maroni dice un sacco di balle, da Presidente della Regione. Esattamente come Luca Zaia, il quale dice che il Veneto accoglie 514.000 migranti e profughi. No: il Veneto accoglie 514.000 mila migranti. E faccio notare che il termine “accogliere” potrebbe anche essere oggetto di una disquisizione semantica, perché quelli che lui accoglie sono quelli che fanno gli operai nelle fabbriche e fanno i lavori che legittimamente tanti italiani non vogliono fare, per cui in qualche modo il PIL e il successo economico del Veneto, che spesso noi invidiamo, si basa anche sul fatto che si accolgono delle persone che sono ben diverse dai profughi di cui parliamo.
    Faccio notare che non solo le regole le ha fatte il centrodestra, ma lo stesso centrodestra che ha fatto le regole è quello che ha tagliato i soldi alle forze dell’ordine, è quello grazie al quale le forze dell’ordine in questo Paese non hanno avuto i soldi per mettere la benzina nelle Alfette delle volanti, nelle macchine dei Carabinieri e della Polizia, figuriamoci per fare il pieno sulle motovedette!

    Per questo credo che noi non dobbiamo dire: “Okay, siamo buonisti, accogliamo tutto e tutti, l’Italia faccia le passerelle per far venire tutti qui”. Non è possibile: l’ha detto pochi giorni fa Obama, l’ha detto Valls l’altro giorno in Francia. Devo dire che la sinistra ha avuto dei comportamenti, dal mio punto di vista, anche molto criticabili, come quello del compagno Zapatero in Spagna, che non verrà mai ricordato come una persona che ha fatto politiche di sinistra nell’accoglienza.
    In Italia, non possiamo accogliere e sostenere tutti: per questo serve un forte impegno in Europa. Ma un forte impegno in Europa si realizza se in Europa e nel Parlamento europeo gli italiani vanno e si ricordano, quando sono lì, di essere prima di tutto italiani, e non leghisti, fratelli d’Italia o altro. Perché se noi ci muoviamo da italiani e ci muoviamo con dignità, possiamo andare dagli altri a dire: “Noi facciamo al nostro interno la nostra parte, voi fate la vostra”. Ma se quando arriva lì il nostro Ministro, abbiamo parlamentari di calibro internazionale come l’on. Bonanno che si mettono in mutande o fanno le scenate, che autorevolezza possiamo avere come Paese?

    Dopodiché, credo che ci si debba anche porre il problema di come impiegare le persone che sono qui, che in alcuni casi sono persone abili e sono persone che possono essere utilmente coinvolte in lavori socialmente utili, favorendo loro la possibilità di integrarsi meglio con le comunità e far sì che le comunità li accettino. Anche perché, in un momento in cui la povertà dilaga, sapere che c’è qualcuno che costa alla tua comunità statale pesa, dobbiamo dircelo. E allora ha senso anche impegnare coloro che vengono accolti in questo Paese a restituire qualcosa alla comunità che li accoglie.
    Soprattutto, voglio ricordare ai nostri amici del centrodestra le parole di un pericoloso leader comunista molto ossequiato in questi giorni, che è Papa Francesco, il quale negli ultimi mesi più volte ha detto che l’accoglienza dei profughi è un obbligo e che c’è un profugo illustre alla base della dottrina della chiesa cattolica, che è Gesù Cristo. Egli, notoriamente, com’è risaputo da molti che sono molto più devoti e ossequiosi alle norme del Vangelo di me, scappò in Egitto per motivi di persecuzione da parte del re Erode, come ci hanno insegnato quando eravamo piccoli. Allora, poiché molto spesso coloro che fanno polemica sui profughi si richiamano alla dottrina sociale della Chiesa, ricordo che la dottrina sociale della Chiesa non è un “menu à la carte” dove prendi quello che ti piace e lasci quello che non ti piace. Quindi, non si può, da un lato, invocare la dottrina sociale della Chiesa quando si fanno le battaglie sulla scuola e sulla famiglia (che peraltro io condivido), dopodiché rigettarle questo insegnamento e fregarsene completamente in altre situazioni.

    Da ultimo, Presidente, un appello, ma so che troverò orecchie attente. La cosa che più ha colpito, penso, i cittadini in questi giorni è leggere il contenuto delle intercettazioni fra politici romani su ciò che avveniva rispetto alla gestione dei profughi e quindi vedere importanti politici romani, purtroppo anche del mio partito, prendere soldi e parlare di queste persone come merce. Il Piemonte è un’altra realtà, ne sono convinto, ma noi dobbiamo avere la massima serietà perché non solo dobbiamo garantire la legalità (questo è un dovere e dobbiamo farlo ovunque), ma dobbiamo far sì che chi usa la povertà e la sofferenza della gente per arricchirsi abbia non solo la riprovazione sociale che è il minimo, ma abbia da parte nostra il massimo della repressione possibile. Se queste cose avvengono, lo Stato deve essere spietato nella repressione e nella punizione di questi criminali.

  • trasparenza

    Sull’appalto di Corso Grosseto

    Nell’appalto di Corso Grosseto ci sono state molte lacune progettuali e procedurali: per questo abbiamo dato battaglia sin dalla scorsa legislatura. Come si fa a far partire una gara su un progetto che si sa già che verrà cambiato? Perché è stato dato l’appalto a SCR e non a INFRATO, rinunciando a recuperare il costo dell’IVA, per circa 18 milioni? Come mai nella gara c’erano 76 punti discrezionali? Eventuali migliorie progettuali (un tunnel ulteriore) determinavano la necessità di una nuova approvazione del CIPE – come diceva SCR – oppure no? Perchè SCR ha messo a gara la direzione dei lavori quando Comune e INFRATO potevano gestirla in house, risparmiando? L’opera è utile e non bisogna perdere i finanziamenti, ma deve esser realizzata in maniera trasparente dando risposta ad ognuna di queste domande.

  • Fonte: blogdem.it

    Italicum: lettera-appello di noi segretari regionali ai deputati PD

    Care Deputate, cari Deputati,

    nei prossimi giorni, con l’arrivo in aula alla Camera della riforma elettorale, il Partito Democratico sarà chiamato ad offrire al Paese una grande dimostrazione di serietà.

    Da mesi discutiamo delle norme necessarie per modernizzare le nostre istituzioni e renderle più in grado di prendere decisioni utili alla collettività.

    I cittadini vogliono una politica finalmente capace di realizzare concreti cambiamenti.

    Di questa aspettativa, oggi più che mai, è tenuto a farsi carico il Pd.

    Per superare tale prova il nostro partito deve mettere in campo il massimo possibile di compattezza e di senso di responsabilità nazionale.

    Se il Pd che il 41% degli elettori ha votato fallisse il colpo, perderebbe la dignità oggi e le elezioni domani.

    Lo spirito unitario che ha segnato le pagine migliori del nostro passato non può venir meno in questa cruciale circostanza.

    Come abbiamo sempre fatto e come continueremo a fare, abbiamo discusso, ci siamo ascoltati, abbiamo corretto, abbiamo più volte votato negli organismi direttivi del partito e dei gruppi parlamentari.

    Siamo infine giunti a un testo di riforma che rappresenta un indubbio passo avanti: un punto di equilibrio che tutti noi possiamo rivendicare come un risultato rilevante, quali che siano le nostre opinioni su singole questioni.

    Se un processo di confronto democratico così ampio, e dagli esiti così positivi, dovesse essere vanificato da imboscate a voto segreto, metteremmo a rischio la tenuta del governo che il Pd sta guidando, e, insieme ad essa, una cosa che è altrettanto essenziale per la nostra comunità politica, per i milioni di uomini e di donne che tutti noi, collettivamente, abbiamo l’onore e il dovere di rappresentare.

    A voi che siete i nostri deputati e le nostre deputate, a tutti indistintamente, rivolgiamo un appello: adoperatevi affinché le riforme, a partire da quella elettorale, non vengano fermate e vadano in porto senza nessun altro indugio.

    Perché ciò accada c’è bisogno di tutto il vostro impegno, di tutto il vostro senso del partito, di tutta la vostra capacità di agire al servizio dell’interesse generale.

    GARIGLIO DAVIDE Segretario regionale Piemonte

    CENTOZ FULVIO Segretario regionale Valle d’Aosta

    LUNARDON GIOVANNI Segretario regionale Liguria

    ALFIERI ALESSANDRO Segretario regionale Lombardia

    DE MENECH ROGER Segretario regionale Veneto

    DI FEDE LILIANA Segretario regionale Alto Adige

    ROBOL GIULIA Segretario regionale Trentino

    GRIM ANTONELLA Segretario regionale Friuli Venezia Giulia

    BONACCINI STEFANO Segretario regionale Emilia-Romagna

    PARRINI DARIO Segretario regionale Toscana

    COMI FRANCESCO Segretario regionale Marche

    LEONELLI GIACOMO Segretario regionale Umbria

    MELILLI FABIO Segretario regionale Lazio

    RAPINO MARCO Segretario regionale Abruzzo

    FANELLI MICAELA Segretario regionale Molise

    TARTAGLIONE ASSUNTA Segretario regionale Campania

    EMILIANO MICHELE Segretario regionale Puglia

    MAGORNO ERNESTO Segretario regionale Calabria

    RACITI FAUSTO Segretario regionale Sicilia

    SORU RENATO Segretario regionale Sardegna

     

  • bilancio

    Più risorse ai servizi ai cittadini!

    Più risorse al servizio di trasporto pubblico locale, più risorse alle attività produttive e al diritto allo studio: sono alcuni dei provvedimenti contenuti del maxi-emendamento al Bilancio 2015 della maggioranza di centro sinistra in Consiglio regionale del Piemonte. In questi giorni il documento contabile della Regione per il 2015 è in discussione in I commissione (Bilancio e finanze). L’emendamento predisposto da tutta la maggioranza sarà firmato dai capigruppo e al cui interno sono inserite tutte le proposte di variazione. “C’è stata piena sintonia dei consiglieri di maggioranza – dichiara il capogruppo del PD, Davide Gariglio – pur garantendo il massimo rigore sui conti regionali, abbiamo cercato di recuperare le risorse necessarie per i servizi ai cittadini piemontesi e il necessario sostegno all’economia regionale”.

    Le principali variazioni sono:

    • Trasporto pubblico locale: aggiunti 15 milioni di euro;
    • Iniziative sulle attività produttive: incremento di 4.050.000 euro. In questa voce sono previsti risorse aggiuntive per le start up innovative, progetti di sviluppo turistico e sostegno al credito per le piccole imprese;
    • Diritto allo studio universitario aumentato lo stanziamento di 2 milioni di euro e altrettanti per le altre scuole (assegni studio, libri e trasporti e scuole infanzia)
    • Aree protette e protezione civile: 1,1 milioni di euro;
    • Sistema culturale del Piemonte: quasi 2 milioni.

    La somma del maxi emendamento è di circa 26 milioni di euro. “La maggioranza ha dato prova di grande responsabilità – conclude il capogruppo Pd Gariglio – ora mi auguro che si possa arrivare in tempi certi all’approvazione dell’intera legge”.

  • autismo

    Autismo: la nostra mozione

    La mozione sui disturbi dello spettro autistico sarà discussa martedì in Consiglio. Occorre potenziare le attuali politiche in materia e approvare in tempi rapidi una normativa specifica di riferimento. Il testo completo (che fornisce un quadro sintetico, ma chiaro della situazione e di cosa è necessario) lo potete leggere qui . Di seguito trovate una grafica con la sintesi della mozione (realizzata dal Gruppo regionale del PD Piemonte):

    autismo

  • pd-bandiere1

    Andiamo avanti con determinazione

    (Nota: al fondo del post trovate il video dell’intervento)

    Questa sera sono intervenuto alla direzione nazionale del PD sulla riforma costituzionale. Da non parlamentare, ho cercato di guardare gli avvenimenti con un occhio esterno e leggere le opinioni che molti di voi mi hanno scritto. La mentalità da “addetti ai lavori” infatti produce spesso una prospettiva distorta e un’ossessione alla notizia sul quotidiano.

    Il dibattito di questi giorni mi è sembrato un po’ schizofrenico: tanti scrivono che le riforme è meglio farle insieme che da soli, cosa tanto vera quanto ovvia, ma poi quando si lavora per farle insieme sono gli stessi che scatenano la polemica (come successo all’interno del PD riguardo il Patto del Nazareno). Per cui, se ci si accorda con Forza Italia non va bene; se si procede da soli, non va bene lo stesso.

    C’é un parlamentare che ha dichiarato “se andiamo avanti da soli, non voto la riforma costituzionale”; ora, mi chiedo, é possibile mettere così a repentaglio la linea del partito e dei gruppi parlamentari su un tema quale la riforma costituzionale? Se poi ciò lo si fa in tanti, è un’arma formidabile che consegniamo alle minoranze. Qui stiamo parlando di una riforma costituzionale condivisa da Forza Italia fino all’altro ieri, con un’intesa che è stata rotta per l’elezione di Mattarella. Ricordo che anche nel 2001 la riforma del titolo V della Costituzione fu votata solo dai gruppi della maggioranza, ma allora quanti oggi invocano la dittatura e un incipiente cesarismo non si stracciarono certo le vesti, mentre oggi lo fanno. Non vi pare che sia un po’ strumentale? Dovremmo fermarci ora, solo perché Berlusconi ha cambiato idea? Ogni scusa è buona in questo Paese per chi non vuole cambiare nulla. L’immobilismo spesso è travestito da benaltrismo. Ai nostri parlamentari piemontesi chiederò di non mollare.

    Tra una decina d’anni potrá essere dato un giudizio obiettivo sulle nostre decisioni di questi mesi.
    Posso accettare, come politico, che qualcuno tra dieci anni possa dire che abbiamo commesso qualche errore, per la fretta di fare.
    Ma, come uomo, non posso accettare che tra dieci anni gli insegnanti del liceo possano dire alle mie figlie che il loro padre, con i suoi amici, ha avuto l’occasione di cambiare questo Paese e non lo ha fatto per paura o per divisioni interne di partito.
    Andiamo quindi avanti, uniti e con determinazione.

  • 1398-Lineametropolitana1

    Metropolitana di Torino: siano assicurate le risorse per la linea 1 e l’avvio dei lavori della linea 2

    Oggetto dell’ordine del giorno: Metropolitana di Torino. Nel Disegno di legge di stabilità 2015 siano assicurate le risorse per il completamento della Linea 1 della metropolitana di Torino e l’avvio dei lavori della Linea 2

    Premesso che:
    · nel Disegno di legge di stabilità 2015, più precisamente nella versione del 15 ottobre u.s., era previsto all’articolo 17 (Politiche invariate) il comma 3 che autorizzava la spesa annua di 120 milioni di euro dal 2016 al 2024 al fine di consentire “la realizzazione e il completamento di interventi sui sistemi metropolitani”;
    · nel testo licenziato dal Consiglio dei Ministri – e attualmente al vaglio del Quirinale prima dell’avvio dell’iter parlamentare – non risulterebbe, tuttavia, più contenuto il comma sopra richiamato;

    considerato che
    · tale stralcio, qualora confermato, potrebbe significare dover rinunciare alle risorse per il completamento della Linea 1 della metropolitana torinese in direzione Rivoli-Cascine Vica e all’avvio dei lavori per la Linea 2 (che dovrebbe collegare Mirafiori al centro cittadino), due opere assolutamente strategiche per l’area metropolitana, non soltanto per la qualità della vita dei cittadini, ma anche per un suo sviluppo sostenibile;
    Tutto ciò premesso e considerato,

    IMPEGNA la Giunta regionale del Piemonte ad attivarsi con estrema urgenza nei confronti del Governo nazionale affinché nel Disegno di legge di stabilità 2015 siano garantite le risorse necessarie per assicurare il completamento della Linea 1 della metropolitana di Torino e l’avvio dei lavori per la Linea 2.

    Primo firmatario: Davide GARIGLIO; Nadia CONTICELLI

  • famiglia

    Irpef: applicato principio di equità. Ora sostegno a famiglie con figli

    La proposta di rimodulazione dell’addizionale regionale Irpef è ispirata da un principio di equità. Abbiamo compiuto una scelta politica: mantenere invariate le due fasce dei redditi medio-bassi, accrescendo leggermente l’aliquota della fascia mediana e spostando il peso maggiore delle imposte sui redditi più alti.

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