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    MENTRE A PAROLE CI SI ABBANDONA AD INVETTIVE CONTRO LE SOCIETÀ AUTOSTRADALI, SOTTO BANCO SI TRATTA CON LORO

    Oggi, nella seduta congiunta delle Commissioni Trasporti e Lavori pubblici della Camera abbiamo assistito ad un fatto curioso. É stato presentato all’ultimo minuto e, poi, approvato da parte della maggioranza, un emendamento (il n. 1.100) che limita le attività che il Commissario per la ricostruzione, ossia il sindaco di Genova, deve affidare ad operatori economici che non abbiamo partecipazioni in società concessionarie autostradali. In origine era, infatti, previsto che dovessero essere affidati a società diverse da Autostrade per l’Italia i lavori di ricostruzione del ponte, nonché le opere “propedeutiche e connesse”. Poi, con l’emendamento n.1.100, é stata soppressa la parola “propedeutiche”. In questo modo, si affida ad Autostrade per l’Italia il compito di abbattere il ponte, opera propedeutica per la ricostruzione. Non scandalizza la scelta in sé, che può essere dettata da ragioni di urgenza, ma é evidente che, mentre a parole ci si abbandona ad invettive contro le società autostradali, sotto banco si tratta con loro e ci si scambiano favori. Pochi minuti dopo, la maggioranza ha respinto un emendamento (il n. 1.35 di LEU) che prevedeva che, in caso di omesso versamento da parte di Autostrade delle somme necessarie per la ricostruzione del ponte, si potesse procedere alla revoca della concessione. É la doppia morale di Cinquestelle e Lega. Duri nei toni, morbidi nei comportamenti di governo.
    All’insegna di questa doppia morale vi é anche un’altra scelta di oggi: quella di respingere gli emendamenti di PD e di tutti gli altri gruppi dell’opposizione per impedire al Commissario di Governo di poter derogare alle norme antimafia. Infatti, per la prima volta, col decreto Genova si consente di poter non rispettare tutta la normativa antimafia, fatto al quale il presidente dell’Autorità anticorruzione Cantone ha chiesto di porre rimedio. Proprio il sottosegretario Vito Crimi, che, in passato, ha sempre cavalcato le battaglie antimafia, oggi, seduto sui banchi del Governo, é stato risolutamente contrario ad inserire il rispetto del Codice antimafia tra gli obblighi del Commissario per la ricostruzione. Ma, si sa, con i grillini al Governo e con Salvini Ministro dell’Interno, la mafia non é più un problema.

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    La ferrovia canavesana viaggia ormai “fuori dal tempo”

    L’appello lanciato ancora una volta dai pendolari della linea ferroviaria SFM1, cosiddetta “Canavesana”, che ogni giorno si trovano ad affrontare ritardi e disservizi nel loro viaggio da Rivarolo a Torino e ritorno non può cadere nel vuoto. Da troppo tempo il territorio del Canavese attende una soluzione definitiva al problema del trasporto pubblico locale su ferro. Non è più il momento di inutili individualismi, ma occorre che GTT con tutte le istituzioni coinvolte, ognuna per la propria parte, e i rappresentanti politici, di qualsiasi schieramento essi siano, sentano propria la responsabilità e si pongano l’obiettivo comune di risollevare le sorti di questo territorio. Sono a conoscenza della azioni messe in campo dal precedente Governo nazionale e dalla Regione Piemonte, di cui sono stato amministratore fino a pochi mesi fa:

    – 12 milioni di euro per l’installazione sugli attuali convogli del sistema SCMT e la manutenzione

    straordinaria dei passaggi a livello – 6 milioni di euro per l’acquisto di due nuovi treni – 6 milioni di euro per l’elettrificazione della linea. Mi è noto che una delle cause dei vari ritardi è da ricercarsi nella stretta alle norme per la tutela della sicurezza del trasporto ferroviario a cui si è giunti anche in seguito al terribile incidente ferroviario di Bari verificatosi nel 2016. Non mi sfugge, inoltre, che l’adeguamento a tali norme richieda tempistiche considerevoli, considerata la natura degli interventi da eseguire. Ciò non toglie che esista la necessità di monitorare il percorso che deve portare alla normale operatività della linea, cercando di accelerare il più possibile le procedure. Ai pendolari che ogni giorno subiscono disagi non possiamo vendere annunci o promesse; occorre risolvere il problema. Non credo nemmeno che nessun parlamentare da solo possa ottenere alcunchè a Roma. Le questioni finanziarie, tecniche e giuridiche da affrontare per risolvere questo problema sono molteplici e complesse. Lo so bene, essendo stato amministratore delegato della SATTI e poi di GTT fino al 2005. Oggi, da membro della Commissione trasporti della Camera, sto affrontando i nodi del finanziamento degli interventi su tutte le ferrovie del Paese. So quanto c’è da fare. Credo che sarebbe utile se il Comitato dei pendolari, insieme ai sindaci del territorio che negli anni si sono battuti molto sulla ferrovia, convocassero GTT, la Regione e tutti i parlamentari eletti in provincia, per confrontarsi e definire un crono-programma credibile delle azioni da mettere in campo, per arrivare ad una soluzione definitiva dell’annoso problema. Mi rendo disponibile fin da subito a far parte di una auspicabile “lobby canavesana” dei parlamentari di ogni schieramento, che possa portare a Roma con unica voce l’allarme lanciato da un intero territorio.

  • dg olimpiadi

    Eliminazione di Torino dal dossier olimpico

    I governatori leghisti del Veneto e della Lombardia, uniti, con la sponda del sottosegretario leghista Giorgetti, fanno fuori Torino dal dossier Olimpiadi invernali e procedono da soli.
    Dopo le trionfali Olimpiadi del 2006, Torino riceve uno schiaffo che fa male alla Città, ai torinesi e a tutto il Piemonte e che proietta all’esterno l’immagine di una città perdente.
    La Sindaca Appendino paga la sua incapacità politica e la debolezza dei ministri Cinquestelle; aveva scritto a Roma rifiutando di collaborare con le altre città e, così facendo, ha dato l’opportunità a Milano e Cortina di procedere unite, addossando a Torino la responsabilità di essersi messa fuori da sola: oltre il danno, la beffa!
    Ma questa vicenda testimonia anche come per la Lega conti solo il Lombardo Veneto; il Piemonte non è una terra che a loro sta a cuore! Infatti, questo Governo isola ogni giorno di più il Piemonte: blocca la TAV, blocca il Terzo valico, blocca l’Asti-Cuneo, toglie i fondi alle periferie e, ora, toglie le Olimpiadi. Ci vogliono ridurre a fanalino di coda delle regioni del nord. Come gruppo parlamentare reagiremo, insieme alla Giunta regionale, per evitare che il Piemonte venga distrutto dalla tenaglia Lega-Cinquestelle.

  • the_news

    Difendiamo i nostri Comuni!

    Nel corso della notte (la seduta si è chiusa alle 6.00 di stamane…) è proseguita alla Camera la battaglia del PD contro i provvedimenti assurdi previsti dal decreto legge “milleproroghe”, in particolare contro le norme sull’autocertificazione degli obblighi vaccinali e contro il congelamento dei fondi del “Bando periferie”, 1.600 milioni € stanziati dai Governi Renzi e Gentiloni per la riqualificazione delle periferie urbane. Per l’Area Metropolitana di Torino significherebbe bloccare 40 milioni € e di conseguenza i progetti di 11 Comuni interessati (Beinasco, Borgaro T.se, Collegno, Grugliasco, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Rivoli, San Mauro T.se, Settimo T.se, Venaria Reale). Come ho sottolineato nei miei interventi, non si realizzerebbero, tra gli altri, i progetti di Moncalieri (6 milioni € per prevenire le inondazioni della città) e di Nichelino (messa in sicurezza delle scuole, ricorderete il crollo del soffitto della “Rodari”).
    Grillini e leghisti sul territorio predicano bene, ma poi a Roma razzolano male…!

  • dg

    Autostrada Asti- Cuneo

    Le dichiarazioni di Toninelli durante l’audizione di ieri davanti alle Commissioni Ambiente di Camera e Senato fanno chiaramente capire che il completamento dell’autostrada Asti-Cuneo ritorna nel libro dei sogni.
    L’ipotesi su cui avevano lavorato Governo nazionale e Giunta regionale piemontese e su cui la Commissione europea aveva dato il suo placet, ossia il finanziamento incrociato dell’opera attraverso un prolungamento della concessione della Torino Milano per recuperare le necessarie fonti di finanziamento degli investimenti é evidentemente incompatibile con la volontà di nazionalizzazione di tutte le concessioni autostradali annunciata ieri ufficialmente in Parlamento.
    Avrei voluto chiederlo al ministro Toninelli, ma il presidente Benvenuto, per proteggere un ministro uscito malmenato dai commissari , ha dichiarato chiusa la seduta, incurante del fatto che alle domande dei commissari non sia stata data dal ministro risposta alcuna.
    Nei prossimi giorni interrogheremo il ministro in Aula per chiedergli di manifestarci chiaramente come intende procedere per completare l’autostrada Asti Cuneo.
    Non siamo partigiani di una soluzione giuridica particolare, ma ci interessa capire in quali tempi e con quali meccanismi si può dare certezza ai piemontesi del completamento dell’opera.
    Noi pretendiamo che il corridoio Asti Cuneo sia completato. Dopo ieri, però, ci pare di essere tornati al punto di partenza, come nel gioco dell’oca, vanificando cinque anno di lavoro.dg

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    TAV TORINO-LIONE: LE MIE OPINIONI SULLE DICHIARAZIONI DEL SOTTOSEGRETARIO RIXI

    Le dichiarazioni del sottosegretario Edoardo Rixi, rilasciate questa mattina nel corso di un’intervista al giornale on-line Lo Spiffero, lasciano davvero inquieti.
    Il Sottosegretario leghista ai Trasporti dichiara che, mentre il Terzo valico é strategico per il nostro Paese, la TAV lo sarebbe certamente meno e, comunque, su quest’ultima opera si dovranno attendere valutazioni, che arriveranno entro la fine dell’anno.

    Il Sottosegretario da un lato salva il Terzo valico (e noi ne siamo molto contenti), che é opera che lo tocca da vicino, essendo egli ligure, ma dall’altro esprime affermazioni sulla Torino-Lione che ci saremmo attesi da un grillino, non da un esponente di un partito che, fino al momento di andare al Governo, aveva, sempre e in ogni sede, difeso il collegamento Italo-francese.

    Ogni giorno diventa più evidente che il Patto di Governo tra Cinquestelle e Lega contiene un scellerato accordo che, per accontentare i grillini, sacrifica il Piemonte, preparandosi ad accantonare il collegamento Torino-Lione.

    Il Piemonte, il suo futuro, le sue imprese e i suoi cittadini vengono sacrificati sull’altare del contratto di governo nazionale.

    La cosa sconcertante, infine, sono i tempi: il Ministro Toninelli aveva affermato a Torino che, in due settimane, avrebbe fatto una nuova valutazione benefici-costi su Torino-Lione e Terzo Valico, poi, alla Camera, era stato più vago sui tempi, oggi il suo Sottosegretario annuncia che dovremo aspettare fino alla fine dell’anno per sapere se “lor signori” sono disposti a proseguire con i lavori sulla Torino-Lione.

    Nel frattempo a noi risulta che nulla si stia muovendo dentro il Ministero.

    La Commissione Trasporti della Camera dei Deputati é – guarda caso – l’unica Commissione a non essere convocata per questa settimana, perché attende che il Ministro Toninelli si liberi per venirci a relazionare sulle sue intenzioni.

    Ma il Ministro fugge.

    Come Gruppo del Partito Democratico abbiamo chiesto di portare la Commissione parlamentare a fare un sopralluogo alle opere del Terzo valico e della Torino-Lione, sia sul versante francese che su quello italiano. Vorremmo tanto che tutti i parlamentari si rendessero conto di quanto queste opere siano già avviate e che comprendessero l’entità dei danni che sarebbero causati da una decisione di abbandonarle.

  • gariglio-consiglio-regionale

    L’alta velocità e il Ministro della reticenza

    Oggi su Repubblica un articolo sull’alta velocità in cui incalzo il Ministro della reticenza.: puoi leggerlo cliccando qui 
    Per completezza di informazione, Qui trovi il mio comunicato stampa sull’interrogazione parlamentare che abbiamo fatto su questo tema.
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    PAITA E GARIGLIO: “TONINELLI VUOLE INTERROMPERE TAV E TERZO VALICO? E LA LEGA NON DICE NIENTE”

    “Tav e Terzo Valico sono opere strategiche fondamentali, senza le quali l’Italia si condanna all’isolamento. Oggi il ministro Toninelli si è nascosto ancora dietro formule incomprensibili, che non lasciano presagire nulla di buono per il Paese”. Lo affermano i deputati del Pd Raffaella Paita e Davide Gariglio, dopo l’interrogazione parlamentare sul tema delle grandi opere rivolta al titolare della Infrastrutture del governo giallo-verde. “Ancora una volta – sottolineano i parlamentari dem – il ministro è venuto in Aula a spiegarci la retorica dell’analisi dei costi-benefici e a dirci che dovrà riesaminare le diverse grandi opere per individuare quelle necessarie e buone per i cittadini e quelle cattive. Nel caso di Tav e Terzo Valico stiamo parlando di opere già iniziate e centrali per la modernizzazione e la competitività economica della portualita è più ingenerale del nostro Paese. Il Terzo Valico, in particolare, è stato già completato per il 40% e rappresenta un’occasione unica per Genova, la Liguria e il Piemonte. Grazie al nuovo collegamento con il Nord Italia e il resto d’Europa, il porto, la città e la Regione possono diventare la più grande base logistica del Mediterraneo. Mettere in discussione quest’opera – concludono Paita e Gariglio – è folle e controproducente. La Lega non ha niente da dire in proposito? Sacrificare il futuro del territorio per logiche di consenso interne al Movimento Cinque Stelle è inaccettabile”.
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    TONINELLI RISPETTI DECISIONI ISTITUZIONI ITALIA-FRANCIA

    La battuta del ministro Toninelli ‘potrebbe non esserci mai un treno’ sulla Torino-Lione é inaccettabile dalla bocca di un ministro della Repubblica, chiamato ad attuare decisioni legittimamente assunte da governo e Parlamento, italiano e francese. Non consentiremo che il Piemonte venga messo ai margini dello sviluppo economico europeo per rincorrere le battaglie ideologiche del M5S. Chiameremo in Commissione il ministro Toninelli e gli chiederemo conto delle sue parole. Se il ministro proverà a passare da queste sconsiderate parole ai fatti, troverà una durissima opposizione, non solo nelle sedi parlamentari, ma in tutta la comunità piemontese. Siamo al fianco del presidente Sergio Chiamparino nel suo impegno affinché le grandi infrastrutture attese da anni nella nostra Regione (Tav, Terzo valico, Pedemontana e completamento Asti-Cuneo) vengano portate a compimento.

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    Mense al massimo ribasso nelle scuole: preoccupazione per i bambini e per i rischi occupazionali

    Il Comune di Torino ha scelto la linea del risparmio sulle mense scolastiche e mi chiedo che cosa potranno mangiare i bambini per 4 euro al pasto. Dopo più di un decennio la Cast, che si occupava della distribuzione dei pasti nelle scuole torinesi è uscita di scena e sono subentrate due aziende che hanno abbattuto i costi da 7 a 4 euro: un apprezzabile risparmio certo, ma mi chiedo quale potrà essere la qualità di un pasto che si caratterizza per un prezzo davvero irrisorio, ottenuto in una gara al massimo ribasso con criteri banali e unificati.
    Auspico che, nei prossimi giorni la Sindaca Appendino e l’Assessora Patti forniscano risposte precise su una situazione che preoccupa moltissimo sia per come è stato strutturato il bando di gara che penalizzerà gli studenti, fruitori di questi nuovi pasti giocati sul risparmio, sia per la situazione occupazionale che rischia di penalizzare le lavoratrici delle mense che, con l’uscita di scena di Camst, temono per il proprio futuro.

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