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    PAITA E GARIGLIO: “TONINELLI VUOLE INTERROMPERE TAV E TERZO VALICO? E LA LEGA NON DICE NIENTE”

    “Tav e Terzo Valico sono opere strategiche fondamentali, senza le quali l’Italia si condanna all’isolamento. Oggi il ministro Toninelli si è nascosto ancora dietro formule incomprensibili, che non lasciano presagire nulla di buono per il Paese”. Lo affermano i deputati del Pd Raffaella Paita e Davide Gariglio, dopo l’interrogazione parlamentare sul tema delle grandi opere rivolta al titolare della Infrastrutture del governo giallo-verde. “Ancora una volta – sottolineano i parlamentari dem – il ministro è venuto in Aula a spiegarci la retorica dell’analisi dei costi-benefici e a dirci che dovrà riesaminare le diverse grandi opere per individuare quelle necessarie e buone per i cittadini e quelle cattive. Nel caso di Tav e Terzo Valico stiamo parlando di opere già iniziate e centrali per la modernizzazione e la competitività economica della portualita è più ingenerale del nostro Paese. Il Terzo Valico, in particolare, è stato già completato per il 40% e rappresenta un’occasione unica per Genova, la Liguria e il Piemonte. Grazie al nuovo collegamento con il Nord Italia e il resto d’Europa, il porto, la città e la Regione possono diventare la più grande base logistica del Mediterraneo. Mettere in discussione quest’opera – concludono Paita e Gariglio – è folle e controproducente. La Lega non ha niente da dire in proposito? Sacrificare il futuro del territorio per logiche di consenso interne al Movimento Cinque Stelle è inaccettabile”.
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    TONINELLI RISPETTI DECISIONI ISTITUZIONI ITALIA-FRANCIA

    La battuta del ministro Toninelli ‘potrebbe non esserci mai un treno’ sulla Torino-Lione é inaccettabile dalla bocca di un ministro della Repubblica, chiamato ad attuare decisioni legittimamente assunte da governo e Parlamento, italiano e francese. Non consentiremo che il Piemonte venga messo ai margini dello sviluppo economico europeo per rincorrere le battaglie ideologiche del M5S. Chiameremo in Commissione il ministro Toninelli e gli chiederemo conto delle sue parole. Se il ministro proverà a passare da queste sconsiderate parole ai fatti, troverà una durissima opposizione, non solo nelle sedi parlamentari, ma in tutta la comunità piemontese. Siamo al fianco del presidente Sergio Chiamparino nel suo impegno affinché le grandi infrastrutture attese da anni nella nostra Regione (Tav, Terzo valico, Pedemontana e completamento Asti-Cuneo) vengano portate a compimento.

  • scuola

    Mense al massimo ribasso nelle scuole: preoccupazione per i bambini e per i rischi occupazionali

    Il Comune di Torino ha scelto la linea del risparmio sulle mense scolastiche e mi chiedo che cosa potranno mangiare i bambini per 4 euro al pasto. Dopo più di un decennio la Cast, che si occupava della distribuzione dei pasti nelle scuole torinesi è uscita di scena e sono subentrate due aziende che hanno abbattuto i costi da 7 a 4 euro: un apprezzabile risparmio certo, ma mi chiedo quale potrà essere la qualità di un pasto che si caratterizza per un prezzo davvero irrisorio, ottenuto in una gara al massimo ribasso con criteri banali e unificati.
    Auspico che, nei prossimi giorni la Sindaca Appendino e l’Assessora Patti forniscano risposte precise su una situazione che preoccupa moltissimo sia per come è stato strutturato il bando di gara che penalizzerà gli studenti, fruitori di questi nuovi pasti giocati sul risparmio, sia per la situazione occupazionale che rischia di penalizzare le lavoratrici delle mense che, con l’uscita di scena di Camst, temono per il proprio futuro.

  • gariglio-consiglio-regionale

    Lavori della Conferenza intergovernativa sulla Torino Lione

    Oggi ho assistito ai lavori della Conferenza intergovernativa sulla Torino Lione. É stata di alto valore simbolico la presenza del coordinatore del corridoio europeo TAV Laurent BRINKHORST, che ha ricordato come l’opera sia non solo di interesse italiano e francese, ma europeo, tanto che l’Unione europea finanzia il 40% dell’opera.
    Oggi ho avuto la chiara percezione che il nuovo collegamento ferroviario europeo é estremamente a rischio – come mai lo é stato prima – e di quanta preoccupazione questo fatto susciti in Europa. Infatti, le dichiarazioni dell’on. Di Maio stanno seriamente preoccupando gli altri Paesi europei. Lo stesso BRONKHORST ha invitato l’Italia a non chiudersi dietro il muro rappresentato dalle Alpi, ma a scegliere di aprirsi al resto del continente. É stato fatto notare come nella relazione Italia-Francia il traffico merci su linea ferroviaria sia di volume bassissimo, a causa di una infrastruttura ferroviaria, il tunnel del Frejus, di concezione ottocentesca, gravato da così tanti vincoli e prescrizioni per garantire la sicurezza, che lo rendono facilmente saturabile.
    Insieme agli altri parlamentari piemontesi del PD ci batteremo perché il Parlamento non consenta passi indietro su una infrastruttura necessaria al Paese e, prima di tutto, alle imprese e ai lavoratori del Piemonte.

  • Salone del Libro

    Sul Salone del Libro

    Ci lascia stupiti e perplessi la dichiarazione del sindaco Appendino con cui annuncia che la prossima edizione del Salone del Libro sarà gestita unicamente dalla Fondazione per la cultura, e questo con il presunto assenso della Giunta regionale.
    In questi anni difficili la Regione ha sostenuto in ogni modo e finanziato il Salone del Libro con una somma doppia rispetto a quanto erogato dal Comune, considerandolo un evento culturale di scala non solo regionale, ma nazionale.
    Dopo le vicissitudini che hanno colpito l’ente organizzatore, si é parlato per mesi di costruire una new.co.
    Ora leggiamo della volontà della sindaca di gestire di impadronirsi in toto della manifestazione per le prossime edizioni, avvalendosi di un ente, la Fondazione per la cultura, che nel suo programma elettole proprio la sindaca voleva sopprimere.
    Questo tema, che investe la principale manifestazione culturale piemontese, dovrà essere adeguatamente trattato nella prossima riunione della maggioranza di centrosinistra che guida la Regione, convocata per il 1 giugno.
    Non ci fidiamo ad affidare (il bisticcio é voluto) un evento di questo tipo in mano unicamente ad un’amministrazione comunale che in questi due anni si é rivelata fragile, pasticciona e di basso profilo, come emerge dalla gestione della vicenda Teatro Regio.
    Il Consiglio regionale su questi temi si é più volte espresso e da queste discussione si deve ripartire. Il Consiglio regionale non é un bancomat da cui prelevare risorse per poi utilizzarle a mano libera, bensì é l’espressione della comunità piemontese ed ha una funzione di indirizzo politico da cui non si può prescindere.
    Sottolineiamo inoltre che se la Regione non comparisse più tra gli organizzatori del Salone, il finanziamento dell’evento potrebbe essere attuato solo attraverso una convenzione pluriennale, che non garantirebbe affatto per il futuro: infatti un nuovo presidente di Regione, meno attento di quello attuale alle vicende torinesi, potrebbe facilmente sottrarsi dal finanziamento, facendo nuovamente precipitare l’equilibrio finanziario della manifestazione.
  • risultati

    FONDI PER LA MESSA IN SICUREZZA DEGLI EDIFICI PUBBLICI

    L’ultima legge di Bilancio ha previsto uno stanziamento di fondi per interventi di messa in sicurezza degli edifici  pubblici e del territorio a valere sul triennio 2018-2020. Quest’anno, in base ai criteri utilizzati per la ripartizione, sui circa 6.000 progetti ne sono stati finanziati 146, quasi tutti presentati da Comuni in grave stato di disavanzo finanziario. L’Anci Piemonte ha chiesto una verIfica in sede utile al fine di riequilibrare la situazione.

    “Concordo con le perplessità manifestate da Anci Piemonte sul fatto che i fondi per gli interventi di messa in sicurezza degli edifici pubblici, per l’anno 2018, siano stati ripartiti con criteri che penalizzano molti Comuni piemontesi e, in generale, tutti i Comuni virtuosi” ha dichiarato l’onorevole Davide Gariglio del Partito Democratico.

    “Mi impegnerò, insieme ai colleghi parlamentari – ha proseguito Gariglio – perché, per le prossime due annualità, vengano modificati i parametri affinché possa essere riequilibrata la situazione e possano essere privilegiati gli enti meritevoli”.

  • ambiente e sociale

    Le comunicazioni di Gentiloni sulla crisi siriana

    Non possiamo accettare si torni, un secolo dopo fine prima guerra mondiale, ad uso di armi chimiche. Il regime di Assad ne ha fatto ripetutamente uso: nella notte del 7 aprile la città di Douma è stata oggetto di un attacco proprio con queste armi.

    In base a tutto ciò, ho definito come motivata la risposta del 14/4 da parte di USA, Francia e UK. E’ stata una risposta motivata e circoscritta, senza vittime civili, indirizzata su tre siti di potenziale fabbricazione di agenti chimici. E’ stata peraltro una risposta comunicata ad altri Paesi, come la Russia, presenti in Siria

    L’Italia non ha partecipato a questa iniziativa: abbiamo dato solo supporto mediante la base aerea di Aviano, con la condizione che dal nostro territorio non partissero azioni militari sulla Siria.

    Da anni diciamo che non ci si può basare sull’uso della forza. Il regime è responsabile di crimini inauditi ed è un regime orribile che usa armi chimiche contro il suo popolo. Ma contro questo regime orribile il dialogo è inevitabile.
    Alcuni ministri esteri di altri Paesi dicevano che prima del dialogo bisognava cacciare Assad; risolvere militarmente il problema si è dimostrato impossibile. In Siria ci sono zone che possono diventare teatro di nuove stragi.

    Noi dobbiamo cercare una soluzione negoziale di questa questione e il ruolo della Russia su questo è fondamentale.
    Ora che la battaglia contro Daesh è stata vinta, è il momento di una transizione che metta insieme le varie forze.

    Questo deve essere il contributo italiano, visto che la nostra posizione, che conserviamo da sette anni, si è dimostrata sempre più inevitabile

    L’Italia non è un Paese neutrale tra Alleanza atlantica e Russia: l’Italia è un coerente alleato degli USA (e non di questa o quest’altra amministrazione americana). E’ la nostra scelta di campo.
    Non c’è solo riconoscenza verso chi ha liberato il nostro Paese dalla dittatura.
    Nessuna stagione di sovranità può portarci ad abbandonare l’Occidente ed i nostri valori.
    Si può essere coerentemente stare in Alleanza atlantica e coerentemente segnare i propri punti di vista

    Non dobbiamo mai rinunciare al doppio binario: sottolineare le critiche alla Russia quando è il caso, ma tenere costantemente aperto il dialogo. Alla fermezza dobbiamo associare l’apertura e il dialogo con un grande vicino come la Russia.

    Questo non è nell’interesse del governo dimissionario, ma dell’Italia.

  • bandiere partito democratico

    #senzadime

    Ieri sera la segreteria regionale del PD ha condiviso unanimemente il rifiuto di ogni ipotesi di alleanza politica nel Parlamento neoeletto con il Movimento Cinquestelle e con la coalizione di Centrodestra.
    Abbiamo ricevuto moltissime mail e telefonate dai nostri elettori e dai nostri militanti che si sono espressi in senso nettamente contrario a alleanze con forze politiche profondamente divergenti da noi nei programmi e nei valori. Rassicuro tutti: questa é anche la nostra posizione.
    Su questi temi si esprimerà anche la Direzione piemontese del PD, che verrà convocata a Torino domenica 18 marzo.
    In quella sede, preso atto del raggiungimento del termine del mandato quadriennale degli organismi regionali, eletti nel febbraio 2014, proporrò l’avvio del percorso congressuale, compatibilmente con quanto verrà definito dalla Assemblea nazionale.
    In ragione della situazione straordinaria determinata dagli esiti della consultazione elettorale nazionale, chiederò alla Direzione regionale di definire un organismo in grado di guidare il partito nella fase congressuale, col massimo di unitarietà e coesione, elementi indispensabili in una fase critica come l’attuale

  • WhatsApp Image 2018-02-14 at 20.30.32

    Tre delle cose fatte e delle cose che vogliamo fare per le micro e piccole imprese

    CNA Piemonte ha organizzato un confronto su temi importanti per le micro e per le piccole imprese. Di seguito tre delle cose fatte e delle cose che vogliamo fare:
     MENO TASSE. Abbiamo ridotto l’Iri per piccole imprese al 22% e l’Ires dal 27.5% al 24% con l’eliminazione della componente costo del lavoro dall’IRAP, come richiesto per anni dal mondo produttivo. Nei prossimi anni vogliamo una riduzione ulteriore dell’IRES fino al 22%: uno dei livelli più bassi in tutta Europa.
     IMPRESE PIU’ COMPETITIVE. Abbiamo creato dei PIR, strumenti finanziari per aiutare il risparmio e le piccole imprese a crescere.Nei prossimi anni vogliamo estenderli anche oltre l’attuale perimetro di legge per consentire alle piccole imprese innovative di competere di più e valorizzare il risparmio italiano.
     UN PAESE IN CRESCITA. Abbiamo fatto salire il PIL da -2% a oltre +1.5%. Nei prossimi anni vogliamo portarlo a una crescita superiore al 2%
    Nel mio intervento ho inoltre sottolineato l’importanza di proseguire nelle riforme dedicate alle imprese, continuando il confronto con il sistema produttivo. Mi sono inoltre soffermato sugli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica e sismica degli edifici privati e sui numerosi interventi per far ripartire il settore delle costruzioni edili.

  • Progetto senza titolo

    Prevedere la creazione di una Rete di Centri per i Disturbi del Comportamento Alimentare

    Il Consiglio regionale del Piemonte, premesso che

    • i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono patologie, classificate dagli esperti nell’ambito delle malattie psichiatriche, caratterizzate da una alterazione delle abitudini alimentari e da un’ossessione per il peso e le forme del corpo. Secondo le risultanze dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), tali disturbi insorgono, prevalentemente, durante l’adolescenza e colpiscono soprattutto il sesso femminile, pur essendo in aumento il numero di pazienti maschi. Tra i disturbi più diffusi vi sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata (o binge eating disorder, BED). I manuali diagnostici descrivono anche altri disturbi correlati, come i feeding disorders e i disturbi alimentari sottosoglia, categoria utilizzata per descrivere quei pazienti che, pur avendo un disturbo alimentare clinicamente significativo, non soddisfano i criteri per una diagnosi piena;
    • con riguardo ai DCA, più che di cause si parla di fattori di rischio; si tratta, infatti, di disturbi ad eziologia molto complessa, in cui fattori genetici, biologici e psicosociali interagiscono, l’uno con l’altro, nella patogenesi. L’Istituto Superiore di Sanità riconosce come condizioni predisponenti l’insorgere dei disturbi la familiarità; la depressione; l’abuso di sostanze; eventi traumatici; malattie croniche dell’infanzia e difficoltà alimentari precoci; la percezione e interiorizzazione dell’ideale di magrezza; l’insoddisfazione dell’immagine corporea; la scarsa autostima e il perfezionismo; nonché l’appartenenza a gruppi sociali nei quali è maggiore la pressione socio-culturale verso la magrezza;
    • i DCA, secondo dati del marzo 2016 diffusi dall’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione clinica (ADI), riguardano, in Italia, circa 3 milioni di persone, di cui il 95,9% sono donne, ma, come già sottolineato, il fenomeno è in crescita anche tra gli uomini, soprattutto nelle nuove forme dell’ortoressia (ossessione da alimentazione sana) e della vigoressia (ossessione per il volume muscolare). La fascia d’età più colpita è quella tra i 18 e i 24 anni ma, come per tutte le psicopatologie, è andata via via abbassandosi l’età della comparsa dei disturbi, presenti ora anche nei giovanissimi: fino a poco tempo fa, la fascia compresa tra gli 8 e i 14 anni era interessata dal 5% dei casi, mentre oggi è salita ben al 20%;
    • in Piemonte, in base agli ultimi dati disponibili, risulta che circa 2.900 soggetti all’anno si rivolgano ai servizi specialistici regionali, mentre sono più di 1.000 le persone che afferiscono ai centri di riferimento presenti nella nostra regione, quali quelli attivi presso gli ospedali Molinette e Regina Margherita di Torino, quello del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL CN1 e quello operante presso l’ospedale di Lanzo dell’ASL TO4;
    • per quanto riguarda sempre la nostra regione, nella fascia di età 10-18 anni sono state diagnosticate e seguite dai Servizi di Neuropsichiatria Infantile 226 persone (erano circa 126 dieci anni fa);

    considerato che

    • tali disturbi ad eziologia altamente complessa richiedono una diagnosi il più precoce possibile, differenziata dalle altre patolgie con esordio sintomatologico simile, oltre che un approccio multiprofessionale che consenta una presa in carico globale sia del paziente che della sua famiglia, in un contesto ambulatoriale, per quanto possibile, di prossimità;

    sottolineato che

    • una presa in carico tardiva o inappropriata dei pazienti potrebbe incrementare il rischio di una cronicizzazione dei disturbi;
    • i DCA non possono essere trattati all’interno delle attuali organizzazioni dei Dipartimenti di Salute Mentale o dei Servizi di Neuropsichiatria Infantile; 

    rilevato che

    • attualmente, in Piemonte, l’offerta di servizi specialistici per il trattamento dei DCA è ancora piuttosto disomogenea, caratterizzata da aree coperte da servizi di eccellenza, come quelli sopra ricordati, accanto a zone carenti di servizi specifici. Per tale ragione, è stato istituito un gruppo di lavoro presso l’Assessorato regionale competente, incaricato di elaborare proposte per la realizzazione di Centri di diagnosi e cura dei DCA;

    ritenuto, pertanto, che

    • sia urgente e non più rinviabile la creazione, nell’ambito del Servizio sanitario Regionale, di una Rete di Centri specifici per i DCA, che consenta diagnosi e intervento precoci, integrazione fra i servizi e possibilità di differenziare gli interventi secondo la complessità della patologia;
    • nello specifico, occorra prevedere, in ogni ASL della nostra regione, Centri di primo livello per la diagnosi e la presa in carico terapeutica dei DCA secondo modalità integrate di cura, almeno con l’intervento dello psichiatra, dello psicoterapeuta e del nutrizionista; Centri di secondo livello in ogni Quadrante, dedicati all’accoglienza delle situazioni complesse, con possibilità di ricovero dei pazienti anche in regime di day hospital e con la presenza di pasti assistiti; almeno un Centro di terzo livello su tutto il territorio regionale che consenta il ricovero nei casi più gravi, affiancato da almeno una Struttura regionale terapeutico-riabilitativa per la gestione dei pazienti cronici o non responsivi, con necessità di percorsi di riabilitazione psiconutrizionale e psicosociale;
    • i Centri di primo e secondo livello dovrebbero rispondere ai seguenti requisiti:
      • presa in carico di soggetti in età evolutiva (10-18 anni) e in età adulta;
      • locali non eccessivamente “connotati” e comunque in grado di fornire attività ambulatoriali di day hospital con pasti assistiti, laboratori riabilitativi, gruppi terapeutici e supporti alle famiglie e alle associazioni di volontariato;
      • presenza di un team multidisciplinare che comprenda psichiatra, neuropsichiatra infantile, ginecologo specializzato in endocrinologia, psicologo/psicoterapeuta dell’età evolutiva e dell’adulto, nutrizionista e dietista, infermiere pediatrico e professionale, educatore professionale;
      • apertura quotidiana, con la presenza continua e stabile degli operatori;
      • adeguata, specifica e certificata formazione dei professionisti coinvolti;
      • presenza di un sistema informativo unico, dotato di un database condiviso che consenta la realizzazione di una banca dati regionale sui DCA;
      • previsione di attività di prevenzione primaria e secondaria, con, rispettivamente, la promozione di attività di informazione/sensibilizzazione sul territorio (rivolta in particolare a pediatri, medici di base, insegnanti delle scuole elementari e medie inferiori e superiori, operatori che operano nei centri sportivi) e la realizzazione di una diagnosi precoce, in grado di intercettare e riconoscere sul nascere i sintomi psichiatrici e psicologici, nutrizionali e somatici predittivi dei DCA;

    Tutto ciò premesso, IMPEGNA la Giunta regionale del Piemonte

    • a prevedere, in attuazione degli indirizzi sopra indicati, la creazione nell’ambito del Servizio sanitario Regionale di una Rete di Centri specifici per i Disturbi del Comportamento Alimentare, che consenta diagnosi e intervento precoci, integrazione fra i servizi e possibilità di differenziare gli interventi secondo la complessità della patologia.

     

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