• gariglio-consiglio-regionale

    Tav: Toninelli indegno, sono in contatto con Ambasciata francese per visionare analisi costi benefici

    Sto cercando di contattare l’Ambasciata Francese per verificare la possibilità di poter visionare, in qualità di deputato delle Repubblica Italiana, l’Indagine costi Benefici sulla Tav che ancora una volta il Ministro Toninelli non ha voluto inviare al Parlamento nonostante le continue richieste pervenute anche da esponenti del suo stesso governo. Confido nella sensibilità politica dell’Ambasciatore che rappresenta, ad oggi, l’unico cittadino sul territorio nazionale ad aver ricevuto questo documento.

  • gariglio

    Torino-Lione: la mozione Delrio

    Mozione 1-00104 presentato da DELRIO Graziano

    testo di Martedì 15 gennaio 2019, seduta n. 108

    La Camera,

    premesso che:

    in data 30 gennaio 2012, l’Italia ha firmato un accordo con la Francia, ratificato dai due Paesi, l’Italia, con legge 23 aprile 2014, n. 71, per la realizzazione del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione;

    suddetto accordo ha previsto che la ripartizione dei costi dell’opera è fissata nella misura del 57,9 per cento a carico dell’Italia e del 42,1 per cento a carico della Francia, detratto il contributo europeo e la parte finanziata dai pedaggi versati dalle imprese ferroviarie, fino al valore del costo certificato a valore gennaio 2012;

    il 24 febbraio 2015 Francia e Italia hanno sottoscritto un altro accordo «per l’avvio dei lavori definitivi della sezione transfrontaliera della nuova linea ferroviaria Torino Lione»;

    il 2 marzo 2016 la Commissione intergovernativa ha licenziato il testo di tale protocollo addizionale. La firma del protocollo addizionale, avvenuta l’8 marzo 2016 in occasione del vertice bilaterale italo-francese di Venezia, e la successiva validazione del regolamento dei contratti, avvenuta il 7 giugno 2016 da parte della Commissione intergovernativa, hanno completato l’iter procedurale;

    suddetto accordo risulta ratificato con la legge n. 1 del 5 gennaio 2017 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 9 del 12 gennaio 2017 ed è in vigore dal 1° marzo 2017;

    la sezione transfrontaliera si estende per circa 66 chilometri tra Saint-Jean-de-Maurienne in Savoia e Susa/Bussoleno in Val Susa (Piemonte). L’elemento fondamentale della sezione è la galleria a doppia canna di 57,5 chilometri (45 chilometri in Francia e 12,5 chilometri in Italia circa) che, con una pendenza massima del 12,5 per mille, trasforma la linea esistente di montagna (linea Torino-Bardonecchia-Modane-Lione), in una linea di pianura superando le limitazioni che oggi penalizzano fortemente la linea storica che comporta un costo energetico di attraversamento per i treni merci del 40 per cento in più rispetto a una linea senza dislivelli;

    con riferimento alla sezione transfrontaliera nel 2015 si sono conclusi gli iter autorizzativi nei due Paesi:

    1. a)in Italia il progetto definitivo è stato approvato con la delibera del Cipe del 20 febbraio 2015, n. 19 (pubblicata in Gazzetta Ufficialeil 6 agosto 2015);
    2. b)in Francia il «progetto di riferimento» è stato approvato con decisione ministeriale del 2 giugno 2015;

    la sezione transfrontaliera costituisce la prima fase di realizzazione del collegamento tra Torino e Lione, che si pone l’obiettivo di migliorare e potenziare la capacità tecnica e funzionale del collegamento tra Francia e Italia per le persone e per le merci, realizzando una componente fondamentale del corridoio mediterraneo;

    l’Unione europea ha deciso di cofinanziare tale opera nell’ambito del programma Cef 2014/20, attraverso la sottoscrizione il 1° dicembre 2015 del Grant Agreement con un finanziamento, fino all’anno 2019, pari al 40 per cento dell’ammontare delle opere;

    il protocollo addizionale firmato l’8 marzo 2016 ha per oggetto la validazione del costo certificato del progetto e la definizione dei criteri di attualizzazione monetaria e di evoluzione dei costi dei fattori di produzione dei lavori, in attuazione dell’articolo 18 dell’accordo del 2012, richiamato nell’articolo 3 dell’accordo del 2015;

    il costo certificato del progetto, inclusivo delle alee e degli imprevisti, è stato definito a valuta gennaio 2012 e nel protocollo sono altresì definiti i criteri di presa in conto dell’attualizzazione monetaria per tutti gli anni fino alla fine dei lavori; tali elementi sono contenuti nell’articolo 2 del protocollo medesimo;

    il richiamato protocollo prevede, altresì, la lotta comune di Italia e Francia contro ogni pratica mafiosa nella realizzazione della sezione transfrontaliera in attuazione del principio generale affermato all’articolo 2 dell’accordo del 2015, dove si afferma la volontà degli Stati per «attuare delle disposizioni esigenti nel quadro della stipula degli appalti pubblici e della loro esecuzione». Tale volontà trova attuazione nell’articolo 3 del protocollo addizionale;

    la Francia ha sottoscritto il finanziamento del programma di appalti 2018 per la realizzazione della sezione transfrontaliera della Torino-Lione, in particolare l’accordo è del Consiglio di amministrazione dell’Afitf, del Ministère de la Transition écologique et solidaire e di TELT;

    sul versante italiano, nel marzo 2018 il Cipe ha approvato la variante per la cantierizzazione del futuro scavo del tunnel di base, l’ultimo passaggio formale nell’iter del progetto per la tratta internazionale dell’opera;

    suddetta variante è stata predisposta dal Governo pro tempore proprio per una razionalizzazione dei costi e del percorso, anche raccogliendo una serie di indicazioni provenienti dal territorio;

    le dinamiche sull’opera innescatesi al seguito delle elezioni del 4 marzo 2018 e dell’insediamento del Governo attualmente in carica hanno provocato gravi incertezze sul futuro dell’opera in questione, sollevando la preoccupazione di soggetti istituzionali, economici e sociali e in un ampio movimento di opinione favorevole alla realizzazione dell’opera che ha visto due manifestazioni, di cui l’ultima sabato 12 gennaio 2019, partecipatissime dal punto di vista popolare;

    le confuse dichiarazioni relative all’analisi costi/benefici, la cui commissione appare già in partenza fortemente orientata in una direzione ostile all’avanzamento dell’opera, hanno ulteriormente accresciuto le richiamate preoccupazioni;

    in attesa della definizione della volontà politica sul futuro dell’opera, la società Telt è stata costretta a bloccare la pubblicazione del bando per la realizzazione del tunnel della Torino-Lione;

    la fase di stallo rischia di avere costi economici e sociali elevatissimi per l’Italia e per la mobilità di persone e merci per l’intero continente europeo, finendo per privilegiare irrazionalmente il trasporto su gomma,

    impegna il Governo

    • ad adottare le iniziative di competenza per autorizzare Telt alla pubblicazione dei bandi di gara per la realizzazione del tunnel di base sotto il Moncenisio.

    (1-00104) «Delrio, Lupi, Paita, Bruno Bossio, Cantini, Gariglio, Giacomelli, Nobili, Pizzetti, Andrea Romano».

  • tav

    Presentata diffida al Ministero che impedisce l’accesso pubblico alla relazione costi – benefici

    Ho presentato oggi una diffida al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che mi sta impedendo di poter visionare la relazione costi – benefici sulla Tav. Il Decreto Legislativo numero 33 del 2013  prevede infatti che si possa accedere agli atti amministrativi pubblici entro trenta giorni, mentre la mia richiesta giace inevasa da quasi due mesi. Il 29 novembre scorso, dopo che il Ministro Toninelli rispondendo al question time alla Camera dei deputati aveva annunciato il completamento dell’indagine, avevo presentato l’istanza per visionare tale documento ma a questa richiesta non è pervenuta ancora alcuna comunicazione ufficiale da parte del Ministero

  • asticuneo

    Il governo rinuncia ai finanziamenti della Asti – Cuneo

    Anche quando il governo sembra favorevole ad una infrastruttura, come nel caso dell’autostrada Asti – Cuneo, rinuncia però agli attuali finanziamenti senza indicare con quale risorse e quindi con quale tempistica intende realizzarla. Di Maio ha infatti annunciato di essere contrario all’accordo, negoziato dal precedente ministro delle Infrastrutture Delrio con la Commissione Europea, che prevedeva una breve proroga ai concessionari sulla Torino – Milano per finanziare con quei ricavi il completamento dell’Asti – Cuneo. Ancora una volta la propaganda populista non ha portato nessun fatto concreto. Il governo gialloverde sembra contrario alle concessionarie autostradali ma nei fatti, come per il Ponte di Genova, nessun profitto derivato dalle tariffe contribuirà a modernizzare la viabilità nazionale.

  • 49848380_2159175774104498_4521338409238659072_n

    Con Maurizio Martina, #fiancoafianco

    In questi giorni è iniziato l’iter del congresso per scegliere il prossimo segretario nazionale del Partito Democratico.

    Tra i candidati in campo, ho deciso di sostenere Maurizio MARTINA. Ho assunto questa decisione non da solo, ma insieme alla maggioranza delle persone con cui in questi anni ho lavorato, nella segreteria regionale e negli organi nazionali del partito, a fianco di Matteo RENZI.

    Sarebbe inutile negare che in questo congresso l’assenza dalla scena di Matteo lascia tutti noi un po’ spaesati: la sua forte leadership e la visione di prospettiva da lui portata nel PD hanno cambiato il partito e tutti noi.

    Ora però occorre andare avanti, come dice Maurizio MARTINA #fiancoafianco. Con la maggior parte degli amici che hanno rappresentato l’area renziana dentro il PD in questi anni abbiamo deciso di sostenere Maurizio, che di Matteo è stato prima ministro, poi vicesegretario.

    Maurizio è giovane, ha 41 anni, ma ha alla spalle importanti esperienze sia di governo sia di partito: è stato amministratore del suo piccolo comune, poi consigliere regionale della Lombardia, poi sottosegretario ed infine ministro dell’agricoltura. Ha avuto ruoli nei movimenti giovanili, poi è stato segretario provinciale, regionale ed infine nazionale del nostro partito.

    Ho lavorato a stretto contatto di Maurizio quando è diventato reggente del PD dopo le dimissioni di Matteo: è una persona che ha passione per la comunità-partito, che ne conosce a fondo l’organizzazione, che ha cura delle persone, che sa coinvolgere e che rispetta i livelli locali.

    Dopo la cavalcata travolgente di questi anni e le polemiche intestine che si sono levate contro il segretario in carica, spesso più contestato dai nostri compagni di partito che non dalle opposizioni, abbiamo bisogno di una ripartenza, che si basi sull’orgoglio delle tante cose realizzate dai governi Renzi e Gentiloni e anche dalla consapevolezza degli errori commessi. Occorre continuare sul cammino intrapreso, riallacciando però  un dialogo con le persone con cui negli ultimi anni abbiamo perso i contatti: dobbiamo capire la paura e la rabbia che cova dentro molti nostri concittadini e parlare loro; Lega e Cinquestelle cavalcano questi sentimenti, li moltiplicano, li esasperano, per un bieco fine elettorale. Per noi le cose sono più difficili: non possiamo e non vogliamo rispondere con i muri, ma dobbiamo far capire alle persone che conosciamo le loro angosce, le loro preoccupazione e che siamo gente seria, che vuole dare risposte concrete, di buon senso.

    MARTINA, citando JFK, ha detto: “dobbiamo essere idealisti senza illusioni, per non lasciare il campo agli illusionisti senza ideali”. Questa è la nostra sfida.

    Alcuni amici, a cui mi lega un rapporto profondo sul piano umano prima ancora che politico, hanno ritenuto di compiere una scelta diversa, sostenendo la candidatura di Roberto GIACHETTI. Rispetto profondamente quella scelta, ma dissento sull’idea che tale scelta sia in maggiore continuità con l’esperienza “renziana” di questi anni. La quasi totalità delle persone che hanno affiancato Matteo negli anni alla guida del partito e del Paese, di coloro che gli sono stati vicini fin dagli esordi, oggi sono impegnati tutti insieme a sostegno di MARTINA; penso a Lorenzo GUERINI, a Luca LOTTI, a Ettore ROSATO. Se vogliamo incidere, se vogliamo continuare sulla traiettoria riformista di questi anni, se non vogliamo tornare indietro, bisogna guidare il partito e Maurizio ha la concreta possibilità di diventarne il nuovo segretario.

    Sono convinto che all’Italia serva un Pd forte, europeista, per l’uguaglianza, che sappia tenere la bussola nel mare tempestoso in cui si trova l’Europa intera.

    Insieme possiamo farcela.

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    TAV: indagine costi benefici basata su numeri falsi

    Ormai è chiaro che la commissione costi – benefici voluta dal governo ha manipolato le cifre per screditare la Tav. E’ infatti impensabile realizzare una indagine attendibile senza consultare l’osservatorio sul’opera ed i dati ufficiali già disponibili, come ha ricordato oggi il commissario per la Torino – Lione Paolo Foietta in audizione a Montecitorio. I numeri presi in considerazione dalla Commissione guidata da Marco Ponti non hanno alcun riscontro con la realtà: basta sentire le ridicole e fuorvianti dichiarazioni sui costi dell’opera rilasciate nei giorni scorsi dai ministri Toninelli e Bonafede

  • gariglio-consiglio-regionale

    Commissione costi – benefici è farsa mediatica pagata dai contribuenti

    Annunciare che è terminata l’analisi costi – benefici sulla Tav senza renderla contestualmente pubblica testimonia ancora una volta come questa indagine venga utilizzata esclusivamente a scopo mediatico e propagandistico e non come strumento per valutare la reale utilità dell’opera.

    Il Ministro Toninelli inizi a rispettare il Parlamento e venga a Montecitorio ad illustrare questa indagine smettendo di fare il passacarte del comitato di affari del professor Marco Ponti e dei suoi soci.

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    Da Toninelli accuse deliranti, cifre false e un atteggiamento intimidatorio

    Un ministro incompetente ed inconcludente cerca di distrarre l’opinione pubblica dai suoi fallimenti, dalla sua supponenza e dalle sue ridicole uscite sui media. Se è a conoscenza di condizionamenti di comitati di affari su opere pubbliche vada alla Procura, come fece a suo tempo il suo predecessore Delrio, altrimenti taccia e la smetta di inviare messaggi ambigui e di assumere comportamenti intimidatori.
    Ancora una volta l’esponente del governo del Cambiamento parla di ciò che non sa: smentire Toninelli è ormai come sparare sulla Croce Rossa. Gli investimenti nelle infrastrutture sono bloccati come testimonia il tragico rallentamento nei cantieri delle grandi opere (non solo la Tav) e come confermano i pesantissimi tagli alle risorse di Anas e Ferrovie presenti nella Legge di Bilancio. Ed i costi italiani della Torino Lione non sono né 8,6, né 11 miliardi di euro, ma 4,8 miliardi suddivisi tra i 2,9 miliardi per il tunnel e gli 1,9 miliardi per le tratte di adduzione.

  • Da Torino lezione di democrazia contro un governo autoritario ed irresponsabile

    Sabato sarò in piazza a Torino per ribadire il mio SI allo sviluppo sostenibile, alla crescita sociale, economica occupazionale e ad un trasporto compatibile con l’ambiente: per dire quindi SI alla Tav.

    Il 12 gennaio Torino darà un’altra lezione di democrazia e libertà ad un governo irresponsabile, incapace ed autoritario: il ministro Toninelli e il Movimento Cinque Stelle vorranno forse schedare e cacciare tutti i partecipanti alla manifestazione come ha già fatto il Ministro della Salute Giulia Grillo con i membri del Consiglio superiore di Sanità che non si sono allineati alla linea di Casaleggio?

  • commissione tav

    TAV: chi ha paura della verità?

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