• Salone del Libro

    Sul Salone del Libro

    Ci lascia stupiti e perplessi la dichiarazione del sindaco Appendino con cui annuncia che la prossima edizione del Salone del Libro sarà gestita unicamente dalla Fondazione per la cultura, e questo con il presunto assenso della Giunta regionale.
    In questi anni difficili la Regione ha sostenuto in ogni modo e finanziato il Salone del Libro con una somma doppia rispetto a quanto erogato dal Comune, considerandolo un evento culturale di scala non solo regionale, ma nazionale.
    Dopo le vicissitudini che hanno colpito l’ente organizzatore, si é parlato per mesi di costruire una new.co.
    Ora leggiamo della volontà della sindaca di gestire di impadronirsi in toto della manifestazione per le prossime edizioni, avvalendosi di un ente, la Fondazione per la cultura, che nel suo programma elettole proprio la sindaca voleva sopprimere.
    Questo tema, che investe la principale manifestazione culturale piemontese, dovrà essere adeguatamente trattato nella prossima riunione della maggioranza di centrosinistra che guida la Regione, convocata per il 1 giugno.
    Non ci fidiamo ad affidare (il bisticcio é voluto) un evento di questo tipo in mano unicamente ad un’amministrazione comunale che in questi due anni si é rivelata fragile, pasticciona e di basso profilo, come emerge dalla gestione della vicenda Teatro Regio.
    Il Consiglio regionale su questi temi si é più volte espresso e da queste discussione si deve ripartire. Il Consiglio regionale non é un bancomat da cui prelevare risorse per poi utilizzarle a mano libera, bensì é l’espressione della comunità piemontese ed ha una funzione di indirizzo politico da cui non si può prescindere.
    Sottolineiamo inoltre che se la Regione non comparisse più tra gli organizzatori del Salone, il finanziamento dell’evento potrebbe essere attuato solo attraverso una convenzione pluriennale, che non garantirebbe affatto per il futuro: infatti un nuovo presidente di Regione, meno attento di quello attuale alle vicende torinesi, potrebbe facilmente sottrarsi dal finanziamento, facendo nuovamente precipitare l’equilibrio finanziario della manifestazione.
  • risultati

    FONDI PER LA MESSA IN SICUREZZA DEGLI EDIFICI PUBBLICI

    L’ultima legge di Bilancio ha previsto uno stanziamento di fondi per interventi di messa in sicurezza degli edifici  pubblici e del territorio a valere sul triennio 2018-2020. Quest’anno, in base ai criteri utilizzati per la ripartizione, sui circa 6.000 progetti ne sono stati finanziati 146, quasi tutti presentati da Comuni in grave stato di disavanzo finanziario. L’Anci Piemonte ha chiesto una verIfica in sede utile al fine di riequilibrare la situazione.

    “Concordo con le perplessità manifestate da Anci Piemonte sul fatto che i fondi per gli interventi di messa in sicurezza degli edifici pubblici, per l’anno 2018, siano stati ripartiti con criteri che penalizzano molti Comuni piemontesi e, in generale, tutti i Comuni virtuosi” ha dichiarato l’onorevole Davide Gariglio del Partito Democratico.

    “Mi impegnerò, insieme ai colleghi parlamentari – ha proseguito Gariglio – perché, per le prossime due annualità, vengano modificati i parametri affinché possa essere riequilibrata la situazione e possano essere privilegiati gli enti meritevoli”.

  • ambiente e sociale

    Le comunicazioni di Gentiloni sulla crisi siriana

    Non possiamo accettare si torni, un secolo dopo fine prima guerra mondiale, ad uso di armi chimiche. Il regime di Assad ne ha fatto ripetutamente uso: nella notte del 7 aprile la città di Douma è stata oggetto di un attacco proprio con queste armi.

    In base a tutto ciò, ho definito come motivata la risposta del 14/4 da parte di USA, Francia e UK. E’ stata una risposta motivata e circoscritta, senza vittime civili, indirizzata su tre siti di potenziale fabbricazione di agenti chimici. E’ stata peraltro una risposta comunicata ad altri Paesi, come la Russia, presenti in Siria

    L’Italia non ha partecipato a questa iniziativa: abbiamo dato solo supporto mediante la base aerea di Aviano, con la condizione che dal nostro territorio non partissero azioni militari sulla Siria.

    Da anni diciamo che non ci si può basare sull’uso della forza. Il regime è responsabile di crimini inauditi ed è un regime orribile che usa armi chimiche contro il suo popolo. Ma contro questo regime orribile il dialogo è inevitabile.
    Alcuni ministri esteri di altri Paesi dicevano che prima del dialogo bisognava cacciare Assad; risolvere militarmente il problema si è dimostrato impossibile. In Siria ci sono zone che possono diventare teatro di nuove stragi.

    Noi dobbiamo cercare una soluzione negoziale di questa questione e il ruolo della Russia su questo è fondamentale.
    Ora che la battaglia contro Daesh è stata vinta, è il momento di una transizione che metta insieme le varie forze.

    Questo deve essere il contributo italiano, visto che la nostra posizione, che conserviamo da sette anni, si è dimostrata sempre più inevitabile

    L’Italia non è un Paese neutrale tra Alleanza atlantica e Russia: l’Italia è un coerente alleato degli USA (e non di questa o quest’altra amministrazione americana). E’ la nostra scelta di campo.
    Non c’è solo riconoscenza verso chi ha liberato il nostro Paese dalla dittatura.
    Nessuna stagione di sovranità può portarci ad abbandonare l’Occidente ed i nostri valori.
    Si può essere coerentemente stare in Alleanza atlantica e coerentemente segnare i propri punti di vista

    Non dobbiamo mai rinunciare al doppio binario: sottolineare le critiche alla Russia quando è il caso, ma tenere costantemente aperto il dialogo. Alla fermezza dobbiamo associare l’apertura e il dialogo con un grande vicino come la Russia.

    Questo non è nell’interesse del governo dimissionario, ma dell’Italia.

  • bandiere partito democratico

    #senzadime

    Ieri sera la segreteria regionale del PD ha condiviso unanimemente il rifiuto di ogni ipotesi di alleanza politica nel Parlamento neoeletto con il Movimento Cinquestelle e con la coalizione di Centrodestra.
    Abbiamo ricevuto moltissime mail e telefonate dai nostri elettori e dai nostri militanti che si sono espressi in senso nettamente contrario a alleanze con forze politiche profondamente divergenti da noi nei programmi e nei valori. Rassicuro tutti: questa é anche la nostra posizione.
    Su questi temi si esprimerà anche la Direzione piemontese del PD, che verrà convocata a Torino domenica 18 marzo.
    In quella sede, preso atto del raggiungimento del termine del mandato quadriennale degli organismi regionali, eletti nel febbraio 2014, proporrò l’avvio del percorso congressuale, compatibilmente con quanto verrà definito dalla Assemblea nazionale.
    In ragione della situazione straordinaria determinata dagli esiti della consultazione elettorale nazionale, chiederò alla Direzione regionale di definire un organismo in grado di guidare il partito nella fase congressuale, col massimo di unitarietà e coesione, elementi indispensabili in una fase critica come l’attuale

  • WhatsApp Image 2018-02-14 at 20.30.32

    Tre delle cose fatte e delle cose che vogliamo fare per le micro e piccole imprese

    CNA Piemonte ha organizzato un confronto su temi importanti per le micro e per le piccole imprese. Di seguito tre delle cose fatte e delle cose che vogliamo fare:
     MENO TASSE. Abbiamo ridotto l’Iri per piccole imprese al 22% e l’Ires dal 27.5% al 24% con l’eliminazione della componente costo del lavoro dall’IRAP, come richiesto per anni dal mondo produttivo. Nei prossimi anni vogliamo una riduzione ulteriore dell’IRES fino al 22%: uno dei livelli più bassi in tutta Europa.
     IMPRESE PIU’ COMPETITIVE. Abbiamo creato dei PIR, strumenti finanziari per aiutare il risparmio e le piccole imprese a crescere.Nei prossimi anni vogliamo estenderli anche oltre l’attuale perimetro di legge per consentire alle piccole imprese innovative di competere di più e valorizzare il risparmio italiano.
     UN PAESE IN CRESCITA. Abbiamo fatto salire il PIL da -2% a oltre +1.5%. Nei prossimi anni vogliamo portarlo a una crescita superiore al 2%
    Nel mio intervento ho inoltre sottolineato l’importanza di proseguire nelle riforme dedicate alle imprese, continuando il confronto con il sistema produttivo. Mi sono inoltre soffermato sugli incentivi fiscali per la riqualificazione energetica e sismica degli edifici privati e sui numerosi interventi per far ripartire il settore delle costruzioni edili.

  • Progetto senza titolo

    Prevedere la creazione di una Rete di Centri per i Disturbi del Comportamento Alimentare

    Il Consiglio regionale del Piemonte, premesso che

    • i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono patologie, classificate dagli esperti nell’ambito delle malattie psichiatriche, caratterizzate da una alterazione delle abitudini alimentari e da un’ossessione per il peso e le forme del corpo. Secondo le risultanze dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), tali disturbi insorgono, prevalentemente, durante l’adolescenza e colpiscono soprattutto il sesso femminile, pur essendo in aumento il numero di pazienti maschi. Tra i disturbi più diffusi vi sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata (o binge eating disorder, BED). I manuali diagnostici descrivono anche altri disturbi correlati, come i feeding disorders e i disturbi alimentari sottosoglia, categoria utilizzata per descrivere quei pazienti che, pur avendo un disturbo alimentare clinicamente significativo, non soddisfano i criteri per una diagnosi piena;
    • con riguardo ai DCA, più che di cause si parla di fattori di rischio; si tratta, infatti, di disturbi ad eziologia molto complessa, in cui fattori genetici, biologici e psicosociali interagiscono, l’uno con l’altro, nella patogenesi. L’Istituto Superiore di Sanità riconosce come condizioni predisponenti l’insorgere dei disturbi la familiarità; la depressione; l’abuso di sostanze; eventi traumatici; malattie croniche dell’infanzia e difficoltà alimentari precoci; la percezione e interiorizzazione dell’ideale di magrezza; l’insoddisfazione dell’immagine corporea; la scarsa autostima e il perfezionismo; nonché l’appartenenza a gruppi sociali nei quali è maggiore la pressione socio-culturale verso la magrezza;
    • i DCA, secondo dati del marzo 2016 diffusi dall’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione clinica (ADI), riguardano, in Italia, circa 3 milioni di persone, di cui il 95,9% sono donne, ma, come già sottolineato, il fenomeno è in crescita anche tra gli uomini, soprattutto nelle nuove forme dell’ortoressia (ossessione da alimentazione sana) e della vigoressia (ossessione per il volume muscolare). La fascia d’età più colpita è quella tra i 18 e i 24 anni ma, come per tutte le psicopatologie, è andata via via abbassandosi l’età della comparsa dei disturbi, presenti ora anche nei giovanissimi: fino a poco tempo fa, la fascia compresa tra gli 8 e i 14 anni era interessata dal 5% dei casi, mentre oggi è salita ben al 20%;
    • in Piemonte, in base agli ultimi dati disponibili, risulta che circa 2.900 soggetti all’anno si rivolgano ai servizi specialistici regionali, mentre sono più di 1.000 le persone che afferiscono ai centri di riferimento presenti nella nostra regione, quali quelli attivi presso gli ospedali Molinette e Regina Margherita di Torino, quello del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL CN1 e quello operante presso l’ospedale di Lanzo dell’ASL TO4;
    • per quanto riguarda sempre la nostra regione, nella fascia di età 10-18 anni sono state diagnosticate e seguite dai Servizi di Neuropsichiatria Infantile 226 persone (erano circa 126 dieci anni fa);

    considerato che

    • tali disturbi ad eziologia altamente complessa richiedono una diagnosi il più precoce possibile, differenziata dalle altre patolgie con esordio sintomatologico simile, oltre che un approccio multiprofessionale che consenta una presa in carico globale sia del paziente che della sua famiglia, in un contesto ambulatoriale, per quanto possibile, di prossimità;

    sottolineato che

    • una presa in carico tardiva o inappropriata dei pazienti potrebbe incrementare il rischio di una cronicizzazione dei disturbi;
    • i DCA non possono essere trattati all’interno delle attuali organizzazioni dei Dipartimenti di Salute Mentale o dei Servizi di Neuropsichiatria Infantile; 

    rilevato che

    • attualmente, in Piemonte, l’offerta di servizi specialistici per il trattamento dei DCA è ancora piuttosto disomogenea, caratterizzata da aree coperte da servizi di eccellenza, come quelli sopra ricordati, accanto a zone carenti di servizi specifici. Per tale ragione, è stato istituito un gruppo di lavoro presso l’Assessorato regionale competente, incaricato di elaborare proposte per la realizzazione di Centri di diagnosi e cura dei DCA;

    ritenuto, pertanto, che

    • sia urgente e non più rinviabile la creazione, nell’ambito del Servizio sanitario Regionale, di una Rete di Centri specifici per i DCA, che consenta diagnosi e intervento precoci, integrazione fra i servizi e possibilità di differenziare gli interventi secondo la complessità della patologia;
    • nello specifico, occorra prevedere, in ogni ASL della nostra regione, Centri di primo livello per la diagnosi e la presa in carico terapeutica dei DCA secondo modalità integrate di cura, almeno con l’intervento dello psichiatra, dello psicoterapeuta e del nutrizionista; Centri di secondo livello in ogni Quadrante, dedicati all’accoglienza delle situazioni complesse, con possibilità di ricovero dei pazienti anche in regime di day hospital e con la presenza di pasti assistiti; almeno un Centro di terzo livello su tutto il territorio regionale che consenta il ricovero nei casi più gravi, affiancato da almeno una Struttura regionale terapeutico-riabilitativa per la gestione dei pazienti cronici o non responsivi, con necessità di percorsi di riabilitazione psiconutrizionale e psicosociale;
    • i Centri di primo e secondo livello dovrebbero rispondere ai seguenti requisiti:
      • presa in carico di soggetti in età evolutiva (10-18 anni) e in età adulta;
      • locali non eccessivamente “connotati” e comunque in grado di fornire attività ambulatoriali di day hospital con pasti assistiti, laboratori riabilitativi, gruppi terapeutici e supporti alle famiglie e alle associazioni di volontariato;
      • presenza di un team multidisciplinare che comprenda psichiatra, neuropsichiatra infantile, ginecologo specializzato in endocrinologia, psicologo/psicoterapeuta dell’età evolutiva e dell’adulto, nutrizionista e dietista, infermiere pediatrico e professionale, educatore professionale;
      • apertura quotidiana, con la presenza continua e stabile degli operatori;
      • adeguata, specifica e certificata formazione dei professionisti coinvolti;
      • presenza di un sistema informativo unico, dotato di un database condiviso che consenta la realizzazione di una banca dati regionale sui DCA;
      • previsione di attività di prevenzione primaria e secondaria, con, rispettivamente, la promozione di attività di informazione/sensibilizzazione sul territorio (rivolta in particolare a pediatri, medici di base, insegnanti delle scuole elementari e medie inferiori e superiori, operatori che operano nei centri sportivi) e la realizzazione di una diagnosi precoce, in grado di intercettare e riconoscere sul nascere i sintomi psichiatrici e psicologici, nutrizionali e somatici predittivi dei DCA;

    Tutto ciò premesso, IMPEGNA la Giunta regionale del Piemonte

    • a prevedere, in attuazione degli indirizzi sopra indicati, la creazione nell’ambito del Servizio sanitario Regionale di una Rete di Centri specifici per i Disturbi del Comportamento Alimentare, che consenta diagnosi e intervento precoci, integrazione fra i servizi e possibilità di differenziare gli interventi secondo la complessità della patologia.

     

  • gariglio-renzi

    Parte la grande corsa verso il voto del 4 Marzo

    Care amiche e cari amici,

    nella giornata di lunedì  sono state depositate le liste dei candidati alle prossime elezioni politiche di domenica 4 Marzo.

    Inutile nascondere le fatiche che hanno portato all’elaborazione delle candidature, ma credo sia stato fatto un grande sforzo che ha permesso di mettere in campo le migliori risorse del nostro partito e della società civile, candidati di grande spessore e competenza, nella maggior parte dei casi persone con un forte radicamento con il proprio territorio e in generale un giusto equilibrio tra esperienza e rinnovamento. Sono state giornate intense per il nostro Segretario Matteo Renzi, ma anche per il sottoscritto. Ho trascorso la scorsa settimana a Roma collaborando con la Segreteria nazionale per l’elaborazione delle liste. Non nascondo la mia soddisfazione per la considerazione che il Segretario ha riservato alle proposte portate dal Piemonte: rivendico con orgoglio il grande lavoro fatto in queste settimane e sono estremamente soddisfatto della possibilità di offrire agli elettori piemontesi una squadra di candidati di cui vado particolarmente orgoglioso.

    Alle candidature espressione dei territori, il partito ha saputo affiancare personalità di altissimo profilo:

    • Pier Carlo Padoan, attuale Ministro dell’Economia e delle Finanze, uno dei principali artefici dei grandi risultati ottenuti dai Governi di questa legislatura

    • Roberta Pinotti, attuale Ministro della Difesa, donna forte e capace, universalmente apprezzata per il lavoro svolto in questi anni

    • Lucia Annibali, donna dalla grande cultura, avvocato, vigliaccamente colpita, diventata simbolo delle donne vittime di violenza

    Il Partito mi ha voluto candidato per la Camera dei Deputati, come testa di lista dietro Lucia Annibali, nel collegio plurinominale di Moncalieri, Pinerolo, Ivrea, Settimo (in pratica tutto il territorio della Provincia di Torino con esclusione della Città di Torino e dei Comuni di Rivoli, Collegno, Grugliasco, Venaria e limitrofi).

    Qui trovate la cartina della Provincia di Torino con l’indicazione dei due collegi Camerali. Il mio collegio è quello giallo denominato Piemonte 1 – 02
    Qui trovate tutti i candidati della coalizione di centro sinistra in Piemonte.

    Il voto si può esprimere mettendo una sola croce sul simbolo o sul nome dei candidati, che sono già scritti sulla scheda.
    Da oggi parte la grande corsa verso il voto del 4 Marzo.

    Se l’Italia è ripartita il merito è certamente dei Governi Renzi e Gentiloni; dobbiamo rivendicarlo con forza e farlo comprendere alle persone che incontreremo.  Ma l’obiettivo che mi sta più a cuore è quello di convincere i delusi dalla politica, i dubbiosi, e in particolare i giovani, che il voto è un diritto/dovere che va esercitato sempre, anche in maniera critica, per evitare che altri possano decidere senza di noi.

    Avanti, insieme!

    Davide Gariglio

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    Legge contro la ludopatia

    Combattiamo la ludopatia, una vera e propria malattia, ed evitiamo che tante famiglie finiscano sul lastrico.
    Grazie alla nostra legge regionale verranno spente 20.000 macchinette! Guarda il video per saperne di più!

  • 1540579

    La fondazione del libro deve continuare a vivere

    “La fondazione del libro deve continuare a vivere”. È quanto dichiarano il capogruppo e segretario regionale del PD, Davide Gariglio, e il presidente della VI Commissione (cultura) Daniele Valle sul destino della Fondazione per il libro dopo l’accertamento dei giorni scorsi del rosso in bilancio. “La fondazione – continua – è un patrimonio della Città e della Regione che merita di essere salvaguardato. In questi giorni – rimarcano – stiamo discutendo l’assestamento di bilancio in consiglio regionale e su questa legge presenteremo un emendamento necessario a dare la copertura finanziaria per proseguire l’attività. Non si tratta di questione di nome o di formalità societaria, ma di una storia decennale e di un patrimonio culturale di successo che va garantito. Quest’anno – prosegue il capogruppo – è stato fatto molto per contenere il debito e risanare i conti, oltre ad aver organizzato eventi di straordinario successo, non possiamo vanificare questi sforzi. L’emendamento – continuano Gariglio e Valle – autorizza la Giunta ad impiegare le risorse, già stanziate ad inizio anno, per rinforzare il patrimonio della Fondazione qualora si riscontrassero le condizioni per questo nuovo e straordinario impegno, a partire dalla partecipazione di altri soggetti del territorio a questa operazione di messa in sicurezza.  Come Regione  – concludono – vogliamo assumerci la responsabilità di proseguire l’attività di questa importante realtà culturale”.

  • gariglio-consiglio-regionale

    Evitiamo il fallimento di GTT

    Evitiamo il fallimento di GTT: servono interventi urgenti. La Sindaca Appendino deve decidere come reperire le risorse che ancora mancano. Ora una decisione è improcrastinabile e va assunta in tempi brevissimi. E’ in corso un grande lavoro trasversale della Regione Piemonte e dei parlamentari piemontesi, che dimostra la volontà di contribuire alla soluzione del problema di GTT. Dica la Sindaca cosa intende fare, la Regione è disponibile a compiere ulteriori passi avanti, perfino con un ingresso nel capitale sociale di GTT. Sappiamo che un intervento di salvataggio parziale non servirebbe a nulla; non ci rassegniamo allo scenario peggiore e non ci sottraiamo di fronte ad un impegno diretto, ma occorre decidere la cura e portarla avanti fino in fondo, in modo che sia risolutiva.

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