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    Tagli ai costi della politica

    (ANSA)  Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Davide Gariglio, ha presentato al gruppo dei Democratici una proposta di legge per tagliare ulteriormente i costi della politica in Regione. Il provvedimento, che ha già ottenuto anche l’approvazione di Sel, Moderati e Lista Chiamparino, prevede tagli sulle indennità di carica, di funzione e sui rimborsi spese dei consiglieri. Ma anche una riduzione delle spese di funzionamento dei gruppi, e di quelle per gli uffici di comunicazione di Giunta e Consiglio, e per i portavoce dei presidenti. L’obiettivo, spiega Gariglio, è un risparmio di due milioni e 120 mila euro l’anno, a partire dall’entrata in vigore della legge, che avverrebbe nella prossima legislatura. A regime, con questa proposta sulla quale concorda tutta la maggioranza di centrosinistra, la Regione Piemonte dovrebbe risparmiare ogni anno un milione e 80.720 euro sul trattamento economico dei consiglieri, 255 mila euro sul funzionamento dei gruppi, e 784.430 euro sul personale per gli uffici di comunicazione di Giunta e Consiglio. La somma, che ammonta a oltre due milioni l’anno, porterebbe a risparmiare più di dieci milioni e 600 mila euro nell’arco di una legislatura.

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    Disabili e taxi

    Quanto successo a Torino (ndr un tassista si è rifiutato di caricare un disabile), è un episodio vergognoso! Ricordo che il taxi è un servizio pubblico che per regolamento è accessibile a tutti i portatori di handicap, con trasporto gratuito della carrozzina (anche se dovrebbe essere un gesto di civiltà, non un obbligo imposto dalla legge). Per fortuna si è trattato di un caso isolato: i rappresentanti dei tassisti si sono infatti scusati per l’accaduto e hanno invitato a segnalare questi comportamenti presso la sede di via Meucci 4. Ad ogni modo, oltre al problema dei trasporti, nel mio quotidiano in tre mesi di stampelle ho sperimentato personalmente l’importanza dell’abbattimento delle barriere architettoniche della città: a riguardo l’amministrazione si è impegnata molto in questi anni. Speriamo che presto ogni città diventi totalmente accessibile. 

  • Buono scuola: tempi certi per pagamenti arretrati e nuovo bando entro il 2015

    Nel corso di un incontro del gruppo regionale del Partito democratico con una delegazione dell’AGESC, alla presenza dell’Assessore all’istruzione Gianna Pentenero, è stata illustrata la proposta sul “Buono scuola” del Partito democratico.

    “Ci siamo presi l’impegno a pagare in tempi certi i debiti lasciati dalla Giunta Cota – dichiara il capogruppo democratico, Davide Gariglio – stabilendo che entro il mese di settembre saranno pagati quelli relativi al 2012-2013 ed entro il prossimo febbraio il 2013-2014”.

    All’incontro hanno partecipato, oltre al capogruppo e segretario regionale del Pd, il presidente della Commissione istruzione, Daniele Valle (Pd), e il consigliere Andrea Appiano (Pd).

    “E’ una situazione che merita il massimo dell’attenzione – proseguono Valle e Appiano -, vogliamo chiudere con i  pagamenti relativi agli anni passati e garantire la pubblicazione del nuovo bando in tempi certi; entro l’anno – rimarcano – sarà pubblicato un bando unico relativo agli anni 2014-15 e 2015-16, provvedimento che sarà possibile appena approvato il bilancio pluriennale regionale”. “L’impegno a mantenere il Buono scuola è unanime – conclude il capogruppo Gariglio  – andranno però migliorate le regole amministrative per rendere più efficiente l’erogazione”.

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    Buono scuola: presto nuovo bando per il 2015/2016

    “Un principio giusto si afferma con le risorse necessarie, non pubblicando bandi senza il pagamento ai legittimi vincitori”. E’ quanto afferma Davide Gariglio, capogruppo in regione del Pd e segretario regionale del partito, a seguito della comunicazione sul buono scuola dell’assessore all’istruzione, Gianna Pentenero, in VI Commissione del Consiglio regionale del Piemonte. Continua a leggere

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    Decisione del TAR

    Sono molto soddisfatto della decisione del TAR. I giudici hanno riconosciuto l’infondatezza della quasi totalità dei ricorsi proposti dai ricorrenti. Alla legislatura viene confermata la legittimità necessaria per proseguire il lavoro iniziato. Sul rilievo alla Lista PD provinciale di Torino che rimane aperta ce ne occuperemo con la stessa determinazione, convinti dell’infondatezza già argomentata di fronte ai giudici amministrativi. Come sempre aspetteremo fiduciosi il lavoro della magistratura.

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    Il PD Piemonte sostiene il Torino Pride, presto in Regione la legge contro le discriminazioni

    Il Partito democratico del Piemonte sostiene il gay pride di Torino. Non è la prima volta che il Pd scende in piazza per i diritti, anche quelli rivendicati dalla comunità glbt avranno i democratici al loro fianco. Esistono persone che non hanno tutele, la politica deve porsi questo problema. Di sicuro ci saranno divisioni e posizioni differenti, ma credo che sia arrivato il momento di trovare la giusta mediazione per estendere i diritti di tutti. In Piemonte voteremo presto una legge contro le discriminazioni e la parità di trattamento, un passo concreto a sostegno dei nuovi diritti.

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    Davide Gariglio sull’emergenza migranti

    L’intervento in Aula di Davide Gariglio: video e testo

    Grazie, Presidente.
    Mi riconosco pienamente nelle parole del Presidente Chiamparino e credo che sia giusto cogliere l’appello lanciato ieri dal Presidente del Consiglio dei Ministri di chiudere una fase di campagna elettorale, perché quello che sta succedendo in questi giorni nel nostro Paese sul tema dei profughi è veramente la speculazione peggiore che la politica peggiore possa dare rispetto a situazioni di sofferenza umana senza pari.

    C’è un problema enorme, evocato anche dal collega Pichetto, che investe un intero continente e che deve essere affrontato da un intero continente. Un problema europeo che parte da un altro continente, l’Africa, un continente a cui noi siamo pericolosamente vicini, un continente che ha un Paese, la Libia, in cui le Nazioni Unite ci dicono che ci sono da 450 mila a 600 mila persone pronte a prendere la prima barca, la prima zattera per venire in Italia. Una situazione in Libia che si è prodotta da quando non solo Sarcozy e Obama, citati da Pichetto, ma anche il Governo italiano, guidato dall’autorevolissimo Silvio Berlusconi, decise di andare a bombardare quello stesso governo libico con cui aveva stretto accordi fino al mese prima. Questa debellatio dello Stato libico, cioè questo svaporamento della Libia fa sì che oggi ci sia mezzo milione di libici pronti a fare qualsiasi cosa, ad a correre il rischio di affondare con i loro figli nel Mar Mediterraneo pur di scappare da lì e pur di approdare a Lampedusa. Questa è la situazione che abbiamo!

    A fronte di questa situazione ci sono dei miserabili parlamentari leghisti, parlamentari italiani con la tessera della Lega Nord eletti anche in questa regione, che quando al Parlamento europeo viene posta una mozione per chiedere di aiutare l’Italia e di ripartire l’ondata di profughi tra tutti i Paesi europei, votata dai membri del Partito Socialista europeo e dai membri del Partito Popolare europeo, non la votano! Perché il loro problema non è aiutare questo Paese, il loro problema è creare la paura in questo Paese, creare la sofferenza, creare la presenza per creare la paura e per speculare sui voti.
    Capisco il cinismo. Può anche essere comprensibile, in campagna elettorale è questione di fegato, c’è chi ce l’ha e chi no, ma la campagna elettorale è finita. Ora ci sono bambini, come le mie figlie, ci sono persone anziane, ci sono famiglie, ci sono esseri umani che vanno trattati con rispetto.

    Voglio solo ricordare che su questa vicenda le regole le ha fatte il centrodestra; le leggi sull’immigrazione portano il nome di due autorevoli ex leader del centrodestra, Bossi e Fini, che sicuramente hanno dato, con la loro impostazione culturale, un’impronta fondamentale a tutto il centrodestra in questo Paese e sicuramente il loro insegnamento non verrà dimenticato.
    Faccio notare che il Ministro degli Interni Maroni – perché prima di essere Presidente della Regione è stato Ministro, e da Ministro ha agito anche molto bene . Nel 2011 disse: “Ho proposto alle Regioni, con la sola esclusione dell’Abruzzo (si capisce: perché c’era stato il terremoto) un piano per la distribuzione equa dei rifugiati con un criterio molto semplice, ovvero in base al numero degli abitanti”. Ora, quello che sta facendo il Governo non è una grande idea: il Governo sta riprendendo quella che potremmo chiamare la “dottrina Maroni”.
    Allora, se andiamo a vedere quello che dicono tutti i dati indipendenti (non solo quello che dice il Governo) scopriamo che oggi in Lombardia la presenza dei profughi è pari allo 0,6 per mille degli abitanti, i profughi in Lazio sono l’1,4 per mille e nella povera Sicilia sono il 3,2 per mille. Maroni dice un sacco di balle, da Presidente della Regione. Esattamente come Luca Zaia, il quale dice che il Veneto accoglie 514.000 migranti e profughi. No: il Veneto accoglie 514.000 mila migranti. E faccio notare che il termine “accogliere” potrebbe anche essere oggetto di una disquisizione semantica, perché quelli che lui accoglie sono quelli che fanno gli operai nelle fabbriche e fanno i lavori che legittimamente tanti italiani non vogliono fare, per cui in qualche modo il PIL e il successo economico del Veneto, che spesso noi invidiamo, si basa anche sul fatto che si accolgono delle persone che sono ben diverse dai profughi di cui parliamo.
    Faccio notare che non solo le regole le ha fatte il centrodestra, ma lo stesso centrodestra che ha fatto le regole è quello che ha tagliato i soldi alle forze dell’ordine, è quello grazie al quale le forze dell’ordine in questo Paese non hanno avuto i soldi per mettere la benzina nelle Alfette delle volanti, nelle macchine dei Carabinieri e della Polizia, figuriamoci per fare il pieno sulle motovedette!

    Per questo credo che noi non dobbiamo dire: “Okay, siamo buonisti, accogliamo tutto e tutti, l’Italia faccia le passerelle per far venire tutti qui”. Non è possibile: l’ha detto pochi giorni fa Obama, l’ha detto Valls l’altro giorno in Francia. Devo dire che la sinistra ha avuto dei comportamenti, dal mio punto di vista, anche molto criticabili, come quello del compagno Zapatero in Spagna, che non verrà mai ricordato come una persona che ha fatto politiche di sinistra nell’accoglienza.
    In Italia, non possiamo accogliere e sostenere tutti: per questo serve un forte impegno in Europa. Ma un forte impegno in Europa si realizza se in Europa e nel Parlamento europeo gli italiani vanno e si ricordano, quando sono lì, di essere prima di tutto italiani, e non leghisti, fratelli d’Italia o altro. Perché se noi ci muoviamo da italiani e ci muoviamo con dignità, possiamo andare dagli altri a dire: “Noi facciamo al nostro interno la nostra parte, voi fate la vostra”. Ma se quando arriva lì il nostro Ministro, abbiamo parlamentari di calibro internazionale come l’on. Bonanno che si mettono in mutande o fanno le scenate, che autorevolezza possiamo avere come Paese?

    Dopodiché, credo che ci si debba anche porre il problema di come impiegare le persone che sono qui, che in alcuni casi sono persone abili e sono persone che possono essere utilmente coinvolte in lavori socialmente utili, favorendo loro la possibilità di integrarsi meglio con le comunità e far sì che le comunità li accettino. Anche perché, in un momento in cui la povertà dilaga, sapere che c’è qualcuno che costa alla tua comunità statale pesa, dobbiamo dircelo. E allora ha senso anche impegnare coloro che vengono accolti in questo Paese a restituire qualcosa alla comunità che li accoglie.
    Soprattutto, voglio ricordare ai nostri amici del centrodestra le parole di un pericoloso leader comunista molto ossequiato in questi giorni, che è Papa Francesco, il quale negli ultimi mesi più volte ha detto che l’accoglienza dei profughi è un obbligo e che c’è un profugo illustre alla base della dottrina della chiesa cattolica, che è Gesù Cristo. Egli, notoriamente, com’è risaputo da molti che sono molto più devoti e ossequiosi alle norme del Vangelo di me, scappò in Egitto per motivi di persecuzione da parte del re Erode, come ci hanno insegnato quando eravamo piccoli. Allora, poiché molto spesso coloro che fanno polemica sui profughi si richiamano alla dottrina sociale della Chiesa, ricordo che la dottrina sociale della Chiesa non è un “menu à la carte” dove prendi quello che ti piace e lasci quello che non ti piace. Quindi, non si può, da un lato, invocare la dottrina sociale della Chiesa quando si fanno le battaglie sulla scuola e sulla famiglia (che peraltro io condivido), dopodiché rigettarle questo insegnamento e fregarsene completamente in altre situazioni.

    Da ultimo, Presidente, un appello, ma so che troverò orecchie attente. La cosa che più ha colpito, penso, i cittadini in questi giorni è leggere il contenuto delle intercettazioni fra politici romani su ciò che avveniva rispetto alla gestione dei profughi e quindi vedere importanti politici romani, purtroppo anche del mio partito, prendere soldi e parlare di queste persone come merce. Il Piemonte è un’altra realtà, ne sono convinto, ma noi dobbiamo avere la massima serietà perché non solo dobbiamo garantire la legalità (questo è un dovere e dobbiamo farlo ovunque), ma dobbiamo far sì che chi usa la povertà e la sofferenza della gente per arricchirsi abbia non solo la riprovazione sociale che è il minimo, ma abbia da parte nostra il massimo della repressione possibile. Se queste cose avvengono, lo Stato deve essere spietato nella repressione e nella punizione di questi criminali.

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    Sull’appalto di Corso Grosseto

    Nell’appalto di Corso Grosseto ci sono state molte lacune progettuali e procedurali: per questo abbiamo dato battaglia sin dalla scorsa legislatura. Come si fa a far partire una gara su un progetto che si sa già che verrà cambiato? Perché è stato dato l’appalto a SCR e non a INFRATO, rinunciando a recuperare il costo dell’IVA, per circa 18 milioni? Come mai nella gara c’erano 76 punti discrezionali? Eventuali migliorie progettuali (un tunnel ulteriore) determinavano la necessità di una nuova approvazione del CIPE – come diceva SCR – oppure no? Perchè SCR ha messo a gara la direzione dei lavori quando Comune e INFRATO potevano gestirla in house, risparmiando? L’opera è utile e non bisogna perdere i finanziamenti, ma deve esser realizzata in maniera trasparente dando risposta ad ognuna di queste domande.

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    Wi-fi gratuito nelle strutture sanitarie regionali

    Premesso che

    •  l’utilizzo di dispositivi portatili connessi a Internet è una pratica in crescita anche nel settore della sanità. Il personale sanitario necessita sempre più frequentemente di accedere a Internet e utilizzare le risorse offerte dalla Rete per il proprio lavoro. Allo stesso modo, comunicare con l’esterno è anche uno dei bisogni più sentiti dai degenti, soprattutto nel corso di ricoveri lunghi, i quali cercano di ritagliarsi un angolo di quotidianità in un ambiente diverso da casa propria;
    • sono aumentate negli ultimi anni, e sono sempre più numerose, le strutture ospedaliere con la connessione senza fili gratuita; il servizio è già attivo, infatti, in buona parte dei centri ospedalieri liguri, lombardi, emiliani e del Lazio;

    venuto a conoscenza della volontà manifestata dalle precedenti Amministrazioni di promuovere e diffondere l’accesso wi-fi gratuito all’interno delle strutture sanitarie regionali, prevedendo la copertura di rete in tutte le Aziende sanitarie del Piemonte;

    ritenuto che l’estensione del wi-fi gratuito anche in tale ambito rappresenti un passo importantissimo per promuovere la cultura digitale nella nostra regione e, soprattutto, per garantire servizi migliori al personale sanitario, ai pazienti e ai loro parenti;

    INTERROGA
    l’Assessore regionale competente in materia per sapere

    • quale sia ad oggi la reale situazione in Piemonte per quanto concerne la diffusione del wi-fi gratuito all’interno dei presidi sanitari;
    • se si intenda pervenire – e in quali tempi – ad un’estensione del wifi aperto e accessibile a chiunque in tutte le strutture sanitarie regionali, a partire da quelle maggiori.
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    Omofobia: l’uso dell’immagine sacra crea solo contrapposizione, non sostiene la giusta campagna

    “Sarebbe stato meglio lanciare un messaggio positivo a sostegno di una campagna giusta”. Commenta così Davide Gariglio, capogruppo in Consiglio regionale e segretario piemontese del Pd, la presentazione del manifesto con cui si avvia la campagna istituzionale patrocinata dalla Regione Piemonte e da diversi Comuni contro l’omofobia.

    “Per la prima campagna istituzionale contro l’omofobia – prosegue Gariglio – avrebbe avuto più incisività la scelta di un messaggio con al centro i diritti; la distorsione di una un’immagine sacra per la cristianità produce solo contrapposizioni. Personalmente trovo l’associazione sbagliata sotto diversi aspetti, ma la ritengo non utile neanche per il movimento glbt: perché associare le proprie rivendicazioni alla pietà e alla misericordia cristiana? Non ci vedo – conclude il capogruppo democratico- nessun altro motivo che la volontà di riproporre una polemica dannosa, in primis per gli stessi proponenti”.

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