• Foto Roberto Monaldo / LaPresse19-05-2016 RomaPoliticaM5S - Buone pratiche per i comuni a 5 stelleNella foto Chiara Appendino (to)Photo Roberto Monaldo / LaPresse19-05-2016 Rome (Italy)Meeting with the mayor candidates of the M5S In the photo Chiara Appendino (to)

    Appendino come Raggi

    Il cuore della movida piegato alla violenza: è l’ennesimo effetto dell’ennesima decisione presa dal Comune di Torino senza pensare alle conseguenze. Ieri sera piazza Santa Giulia ha visto da un lato la polizia, con l’ingrato compito di difendere l’applicazione di un’ordinanza molto discutibile, e dall’altro i centri sociali che ormai -dopo aver contribuito all’elezione dell’Appendino- si sento azionisti di maggioranza del Comune. E’ passato solo un anno, ma la gestione di Fassino è più lontana che mai. A perderci sono le forze dell’ordine, aggredite e insultate. Sono i cittadini, che si sono trovati in mezzo a uno scontro che poteva essere evitato. Sono tutti i torinesi, che si ritrovano a vivere in un Comune senza leadership, senza esperienza, senza polso. #AppendinoComeRaggi

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    I nuovi rischi dell’apprendista a 5 stelle

    In altri tempi, quelli messi all’indice dagli improvvisatori della politica fai da te, era buona abitudine seguire un iter che consentiva a quanti volevano dedicarsi al governo della cosa pubblica di allenarsi sperimentando gradualmente i diversi livelli di responsabilità, magari esordendo tra i banchi di qualche piccolo consiglio comunale per poi passare alle amministrazioni provinciali, alla Regione, alla guida delle grandi città, al Parlamento con prospettiva di diventare ministri. Non c’erano regole precise che imponessero questo excursus e non necessariamente a un giovane brillante e capace venivano preclusi certi ruoli per il solo fatto di essere giovane. Più semplicemente si cercava di evitare i prevedibili rischi dell’inesperienza. Anche se negli anni non sono mancate deroghe, in qualche caso disastrose per il partito che le aveva permesse. Da quando si è cominciato a confondere la protesta con il rancore, l’emulazione con l’invidia, la preparazione con il pressappochismo, il protagonista della politica somiglia sempre più da vicino a “Napalm 51”, quel personaggio di Crozza che trascorre i giorni inchiodato alla rete per scagliarsi contro il mondo intero, inventandosi nemici e complotti che lo ripaghino della sua frustrazione e della sua cialtronaggine. Risultato di tanta supponenza, tipica di chi pensa di essere nato “imparato”, sono i fatti con i quali Torino fa i conti dopo un anno di amministrazione a trazione cinquestelle. Il riferimento non è alla drammatica notte di Piazza San Carlo: sarebbe troppo facile. Anche se è di tutta evidenza che essa rimanda a responsabilità che non lasciano fuori chi è alla guida di Palazzo di Città. Ma è allargando l’angolo di osservazione che si palesano i limiti della giunta di Chiara Appendino, non compensati dalla sua non casuale afasia politica, ovvero da quei silenzi che sinora l’hanno messa al riparo dalle critiche occultandola dietro il paravento della sua diversità in meglio rispetto alla omologa romana e cittadina del suo stesso movimento. Quello che più conta non è quello che si è fatto o non si è fatto in questo anno, ma ciò che resta da fare e che potrebbe dissolversi ancor prima di aver preso corpo. Ci sono in particolare due punti sui quali si potrebbe produrre questa caduta e attengono entrambi allo sviluppo possibile, ma adesso non scontato, della città. Si leggono da giorni analisi che indicano che l’economia europea sta uscendo dalla lunga notte della crisi. Al fenomeno sembra essere interessata anche l’Italia, benché a ritmi più lenti e meno certi. Torino in questo contesto ha la possibilità di lasciarsi alle spalle la crisi, ma perché ciò avvenga è necessario che le istituzioni pubbliche creino le condizioni favorevoli. Un orientamento sinora è stato confuso e poco convinto salvo qualche enunciazione verbale. Insomma manca ancora quella marcia in più senza la quale soltanto nel 2025 si potranno recuperare i livelli del 2007. Il secondo punto, non meno attuale e importante dell’altro, riguarda il modello di sviluppo della città, ovvero lo sforzo di affiancare a una moderna industria manifatturiera il turismo e la cultura. Il clima internazionale è quello che è ed è inutile ricordare il suo stravolgimento a causa del terrorismo. Proprio per questo sarebbe necessario dotarsi di strumenti, uomini e Stampa Articolo http://quotidiano.repubblica.it/edizionerepubblica/pw/flipperweb/print.php 1 di 2 19/06/17, 11:13 mezzi, capaci di garantire la sicurezza senza la quale è difficile immaginare lo sviluppo di un settore che vive di flussi di visitatori e di grandi eventi. Ciò presuppone una collaudata esperienza che al momento è difficile avvistare. Un svolta incoraggiante potrebbe essere quello di riuscire a individuare i responsabili di Piazza San Carlo senza aspettare che col passare dei giorni si stemperi il ricordo di una notte difficile da scordare.

    Fonte: Tropea su Repubblica

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    Il Partito Democratico di Torino e del Piemonte aderiranno al Torino Pride che si svolgerà il prossimo sabato 17 giugno

    In tutti questi anni il Partito Democratico è sempre stato a fianco di chi rivendica parità di diritti e una società realmente inclusiva di tutte le differenze, ed ha lavorato con tenacia per la realizzazione di questi obiettivi. Grazie all’impegno del Pdquesti traguardi sono diventati realtà con la legge sulle unioni civili, una promessa mantenuta dal governo Renzi, che ha colmato un vuoto legislativo rispetto al resto d’Europa e che ha contribuito a migliorare la vita quotidiana di tante persone. Questi risultati hanno segnato un cambiamento importante per l’Italia, garantendo dignità e pari diritti e doveri a tutti i cittadini. Il Partito Democratico di Torino e del Piemonte aderiranno al Torino Pride che si svolgerà il prossimo sabato 17 giugno!

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    CSI: REGIONE CONVOCA SOCI DEL CONSORZIO PER NUOVO PATTO INDUSTRIALE

    ”È necessario un nuovo patto tra i principali soci del consorzio (Regione, Comune Torino, Città metropolitana, Università e Politecnico), un accordo che tenga conto dei rilievi dell’Anac e che sia in grado di inserire efficienza in un’azienda che ha molte eccellenze tecniche, ma anche elementi di debolezza che la rendono vulnerabile sul mercato”. Lo dichiara il gruppo del Partito democratico alla fine di una riunione convocata dal capogruppo Davide Gariglio sul CSI Piemonte. All’incontro hanno partecipato anche il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, il suo vice Aldo Reschigna e gli assessori all’innovazione e al lavoro, Giuseppina De Santis e Gianna Pentenero. “La legge – continua – infatti impone che, per affidare una commessa in-house, si superi  un giudizio di congruità, cioè che i costi siano in linea con i prezzi di mercato. È indispensabile – sottolinea – un piano industriale condiviso da tutti, che preveda forti investimenti in innovazione e sul capitale umano. Entro un paio di settimane – conclude –  la Regione convocherà i soci a un tavolo sul quale discutere le opzioni”

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    NOMINA SITAF: LASCIA SBIGOTTITI, SCELTA INACCETTABILE

    “La nomina di Sebastiano Gallina alla presidenza di SITAF Spa é una scelta inaccettabile, che lascia sbigottiti. In questo momento, a differenza dal passato, la SITAF Spa é pienamente sotto controllo di ANAS, che ne detiene il 51% delle quote, e quindi non è più necessaria – come invece era in passato –  una concertazione con gli enti locali e con i restanti soci privati per definire i vertici della società. In casi simili l’ANAS ha nominato al vertice delle proprie controllate i propri dirigenti, onde avere amministratori esperti e sicuramente allineati all’azionista. Invece, in questa occasione, qualcuno é intervenuto su ANAS ed ha imposto una scelta esterna all’azienda di Stato. Scelta esterna all’ANAS, ma non certo alla SITAF, dove Gallina opera daL 2003 come consulente con le funzioni di assistente del presidente Cerutti. In altre parole, dopo la lunga presidenza Cerutti, diventa presidente il suo staffista, un chiaro esempio di nepotismo amministrativo. Gallina, già consigliere provinciale del Verbano Cusio Ossola nel gruppo di Forza Italia, oggi vicino a Maurizio Lupi, é inoltre dal 2015 anche presidente di SITALFA, società controllata da SITAF, proprio su nomina del suo datore di lavoro, il presidente Cerutti. Sarebbe utile conoscere anche gli emolumenti a lui corrisposti per questo incarico e anche sapere se, negli ultimi mesi, in prossimità del rinnovo degli incarichi in SITAF, questi non siano aumentati. Inoltre nel 2015, col rinnovo dei vertici di SITALFA, venne nominato da SITAF vicepresidente il sig. Pietro Iadanza, medico chirurgo nonché assessore comunale a Benevento; della stessa società presidente del collegio sindacale é Alessandro Trusio, anch’egli di Benevento, fratello di un consigliere comunale di Benevento. Viene spontaneo chiedersi se la nuova SITAF, sotto pieno controllo pubblico, debba davvero diventare un luogo gestito sulla base di logiche di occupazione politica o di colonizzazione territoriale”. Lo dichiarano il Senatore Stefano Esposito, vice presidente delle Commissione Lavori pubblici e il segretario regionale del Partito democratico, Davide Gariglio.

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    BILANCIO RESPONSABILE: NESSUN TAGLIO LINEARE E INVESTIMENTI

    Abbiamo presentato un bilancio responsabile, senza tagli lineari ma con scelte politiche mirate- Come maggioranza abbiamo voluto sostenere alcuni settori che riteniamo fondamentali, tra questi: il diritto allo studio, i piccoli comuni, le politiche sociali, l’edilizia sociale, il fondo di morosità incolpevole che viene raddoppiato con 4 milioni e il trasporto pubblico su cui sono state aggiunte risorse per l’acquisto di nuovi bus. Rimediare ai guasti del passato era la missione di questo bilancio. Quanto fatto credo debba essere apprezzato: pagare i propri debiti non è solo un’esigenza etica, me è anche un fattore di sviluppo. Oggi possiamo dire finalmente di essere fuori dalle incertezze finanziarie – conclude – si tiene in piedi la macchina regionale e al contempo si creano le condizioni per dare risorse alla nostra comunità attraverso importanti investimenti.

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    Proposta di legge su bullismo e cyberbullismo

    Il 6% degli adolescenti è vittima di cyberbullismo. Un numero che evidenzia la necessità di un intervento da parte delle istituzioni. La proposta di legge del PD mira alla prevenzione, all’educazione e al sostegno di ragazzi e famiglie. Qui tutte le info: https://goo.gl/QGNbbs

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    GRATTACIELO PIEMONTE: GRANDE LAVORO VICE PRESIDENTE RESCHIGNA, HA FATTO TRATTATIVA COMPLESSA

    “Dopo un grande e paziente lavoro del vicepresidente Aldo Reschigna e dei tecnici regionali, finalmente si è raggiunto un accordo per portare a compimento il grattacielo della Regione Piemonte”. Lo dichiara il capogruppo del PD, Davide Gariglio, a margine della 1a Commissione (bilancio) del Consiglio regionale in cui il vicepresidente della Giunta regionale ha svolto una comunicazione sul cantiere del grattacielo che diventerà la sede unica della Regione.

    “Si è trattata di una trattativa complessa – continua Gariglio – il cui esito era veramente incerto per la complessità dei problemi da affrontare. Non solo questioni progettuali – rimarca – ma grazie all’infaticabile lavoro di Reschigna e di tutte le figure tecniche di supporto della giunta si è reso possibile l’accordo di oggi. Ora – conclude –  mi auguro che in tempi certi si possa avviare la ripresa dei lavori, seguiremo tutte le fasi successive fino al trasferimento effettivo del personale”.

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    Lavoratori TIM: aggiornamenti

    I lavoratori TIM mi hanno informato che l’azienda ha deciso di tenere a Torino alcune funzioni (e dunque il relativo personale). Bene, un passo avanti: ma tutti gli altri? Su questi non ci sono notizie: non è chiaro quale sia il nuovo progetto. Penso si rischi di alimentare un grave clima di incertezza e incomprensioni: sarebbe decisamente meglio aspettare il tavolo richiesto dalla Regione Piemonte e Lombardia con TIM e il Ministero.

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    Salvaguardiamo i lavoratori TIM e le telecomunicazioni in Piemonte

    200 lavoratori TIM d’improvviso rischiano di vedersi trasferire la sede di lavoro da Torino a Roma. E’ un problema sia per le vite dei lavoratori stessi (e delle loro famiglie), sia per il Piemonte in quanto potrebbe rappresentare un disimpegno da parte della principale azienda di telecomunicazioni nella nostra regione (una regione in cui tra l’altro le telecomunicazioni sono nate e hanno da sempre rappresentato un settore strategico). Per questo motivo nella mattinata di oggi ho chiesto, tramite un ordine del giorno, l’intervento forte della Giunta regionale. Purtroppo il voto in aula è stato impedito dalle sceneggiate del M5S, ma il tema rimane e lo riproporrò in tutte le sedi possibili.

    Puoi scaricare il mio ordine del giorno cliccando qui

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